SALUTE A VENEZIA
Pomeriggio novembrino
assolato e trasparente
come i tuoi occhi chiari
cara la mia Venezia
al tramonto verso la Salute
le case rosate e chiare
mi mandano indietro
secoli fa
quando la peste moriva la città
e una donna pregata da tutti
veniva
e in silenzio il morbo spariva.
Oggi tutti arrivano qui
ancora tutti pregano Maria
la donna dei dolori
si trasforma in donna di cuori
tutti si confidano
tutti sperano
accendono lumi
innalzano preghiere
e fuori è ormai notte
la luna rischiara
le calli furtive
i campielli deserti
e tu manchi
amata compagna
i ricchi conversari
non ci sono
mi scopro solo e malinconico
come la notte di luna.