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MONASTERO DELLA VISITAZIONE DI TREVISO 

DE ANIMA: CONFERENZA TENUTA IL 10 FEBBRAIO 2024 ALLE SUORE DI CLAUSURA 

(Relazione di Gianfranco Trabuio, poeta e pubblicista)

In questa relazione parleremo di Anima anche prendendo in considerazione le recenti scoperte scientifiche sull’uomo come persona e non solo come corpo.

Però prima di parlare di Anima provo a introdurre un’immagine che ne fa da prefazione e che può far scaturire in ognuno di noi delle riflessioni stimolanti per ulteriori approfondimenti personali.

Ora, secondo la nostra religione cattolica, ma non solo, l’Anima ha origine al momento del concepimento, quando il seme maschile incontra l’ovulo femminile e il tutto si annida nell’utero, possiamo pensare questo momento come l’atto divino della creazione.

Oggi ci sono correnti di pensiero che formulano ipotesi più complesse su questo tema, però per il momento ci atteniamo all’idea originaria della creazione come atto divino.

Quindi, l’anima è creata da Dio creatore, e Dio a ogni anima dona dei talenti che poi saranno messi a frutto dalla persona che li riceve.

Ed è affascinante pensare alla nostra esistenza terrena, alla nostra vita, secondo un’interpretazione geometrica.

Qualche tempo fa mentre ero nella mia chiesa di Olmo-Martellago stavo riflettendo sulla parabola dei talenti e sull’uso di questi, da poeta e da matematico mi è venuto naturale immaginare  proprio  quella interpretazione geometrica.

Vediamone la rappresentazione:

prendiamo in considerazione la figura geometrica dell’ellisse che gode di una particolare proprietà. Osserviamola:

ELLISSE 2

sul sistema di assi cartesiani X e Y prendiamo due punti sull’asse delle ascisse X equidistanti dall’origine O degli assi e li chiamiamo fuochi F1 e F2, poi prendiamo un punto P sul piano e tenendo fisso questo punto lo facciamo ruotare sul piano in modo che i due segmenti F1P e F2P mantengano costante la loro somma, il risultato di questa rotazione è l’ELLISSE.

Ora, immaginiamo che Dio faccia il suo dono dei talenti, che sono situati nel punto F1 e la persona che si trova con quell’anima prenda la consapevolezza di darsi una missione durante la sua esistenza terrena nel punto F2.

Ecco che la vita di ciascuna persona può immaginarsi come un percorso lungo l’orbita dell’ellisse, cioè la vita è condotta sull’orbita che ha al centro l’origine, cioè Dio creatore.

Allora ognuno di noi è chiamato a vivere la propria esistenza in funzione dei talenti, dono di Dio, e alla missione che ciascuno si sceglie da sé per vivere in pienezza.

L’originalità di questa interpretazione della nostra esistenza lungo l’orbita dell’ellisse nasce dal fatto che i pianeti del nostro sistema solare hanno tutti un’orbita ellittica intorno al sole, che si trova in uno dei fuochi, e che con la sua energia tiene in equilibrio tutto il sistema solare.

L’universo è tutto un sistema di galassie in orbite ellittiche e rimane in equilibrio grazie  all’equilibrio delle energie che lo governano.

A voler essere precisi anche il nostro pianeta, la Terra, è un ellissoide, non è una sfera.

Così la nostra vita è in equilibrio se una volta ricevuta l’anima nel nostro corpo viviamo in coerenza con i talenti ricevuti e la missione  che ci siamo scelti, ambedue governati dalla volontà di Dio creatore che ci fornisce l’energia per percorrere l’orbita dell’ellisse rimanendo Lui al centro dell’orbita.

Ma non finisce qui l’affascinante immagine della nostra vita sull’orbita dell’ellisse; nel 1915 il fisico tedesco Arnold Sommerfeld ha dimostrato che anche gli elettroni hanno orbite ellittiche intorno al nucleo dell’atomo.

Perché partiamo da questa immagine dell’ellisse?

Perché siamo creature di Dio, è Dio che ha creato dal nulla tutte le cose.

In questi ultimi tre secoli, post illuminismo, molti scienziati hanno tentato di spiegare come si è creato il nostro mondo, la nostra terra, il nostro sistema solare, la nostra galassia e tutte le altre galassie…… Ancora non ci sono riusciti, ma hanno fatto scoperte sempre più interessanti.

Di recente alcuni scienziati hanno preso in considerazione che esista lo Spirito e che questo Spirito sia l’energia che ha formato l’universo, io mi permetto di fare una considerazione: allora Dio è energia!

Ecco perché ho pensato che fosse bello e stimolante mettere in relazione la nostra esistenza come creature di Dio e l’ellisse che è la figura geometrica dell’orbita dei pianeti del nostro sistema solare, ed è solo con questa orbita che questo sistema è in equilibrio e così ci viene garantita la vita su questa Terra.

Dopo questa introduzione poetica provo ad addentrarmi su un cammino che trae origine dal mondo delle neuroscienze, cioè dagli scienziati che studiano e fanno ricerche su come funzioniamo grazie ai nostri sistemi neuronali.

Noi non abbiamo un solo cervello contenuto nel cranio, abbiamo anche un cervello nel cuore e un altro a livello intestinale.

Sono cervelli perché hanno un sistema di neuroni come quelli del cervello.

È stato stimato che il cuore abbia circa 40.000 neuroni che costituiscono una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso; mentre l’intestino è stato stimato che ne abbia 100 milioni che lavorano in asse col cervello.

 toroide del cuore RIDOTTA 1

 

Il cervello è stato stimato che sia costituito da 85 miliardi di neuroni.

Questo per farci capire la complessità del mondo che stiamo tentando di analizzare.

Ora, se pensiamo che le nostre cellule vivono scambiando reazioni biochimiche e che ogni reazione produce una carica elettrica e che ogni carica elettrica emette un’onda elettromagnetica e che le onde emesse non sono altro che energia che si propaga all’esterno delle cellule, ci rendiamo conto che il tema che stiamo affrontando è quanto mai ricco di stimoli per gli approfondimenti e affascinante oltremisura.

Questa nota si articola in tre parti, la prima di natura scientifica che ha come scopo quello di spiegare i meccanismi di funzionamento del nostro cervello e dei sistemi neuronali coinvolti, la seconda più propriamente mistica riguarda la relazione con la Divinità e infine la terza si concretizza nell’illustrare un esempio preso dalla testimonianza di una santa ritenuta dagli esperti una maestra di questa disciplina mistica.

PRIMA PARTE.

Per esemplificare tutti noi abbiamo conoscenza di come si analizza il comportamento del cervello, del cuore e dei muscoli. L’ingegneria biomedica ha realizzato apparecchiature sempre più sofisticate per studiare mediante elettroencefalogramma, elettrocardiogramma e elettromiografia il funzionamento degli organi analizzati.

Ma non solo, oggi proprio grazie a queste scoperte sono state costruite apparecchiature che analizzano il cuore e il cervello mediante la tecnica del magnetoencefalogramma e magnetocardiogramma, proprio sfruttando le conoscenze nel mondo delle frequenze e delle onde elettromagnetiche e facendo tesoro delle scoperte di oltre un secolo fa quando Einstein e gli altri scienziati che hanno rivoluzionato la Fisica con le scoperte della Meccanica quantistica, ha affermato che:

NOI SIAMO ENERGIA IMMERSI IN UN CAMPO DI ENERGIA.

Le scoperte della Fisica quantistica hanno consentito di andare oltre l’analisi dei semplici tracciati per esplorare addirittura gli effetti del pensiero sulla realtà fisica e non solo. Il nostro cervello fatto di miliardi di neuroni tutti dotati di carica elettrica ed emettenti onde elettromagnetiche, è la centrale dei processi comunicativi che avvengono a livello fisiologico dentro al nostro corpo, ma non solo, anche a livello di comunicazione del pensiero al mondo circostante, dal momento che il pensiero non è altro che una elaborazione prodotta dai nostri neuroni.

Ma c’è dell’altro, in questo contesto, ancora più affascinante. Scoperte recenti hanno messo in evidenza che il muscolo cardiaco ha un suo sistema neuronale in diretta connessione con quello cerebrale. Anzi, è stato dimostrato che il campo toroidale (circolare attorno all’organo) del cuore è molto più potente di quello cerebrale.

Gli scienziati dell’HeartMath dell’Università americana di Stanford, hanno fatto una scoperta forse ancora più grande riguardo al cuore. Hanno dimostrato che il cuore umano genera il campo energetico più ampio e potente di tutti quelli generati da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello all’interno del cranio. Hanno scoperto che questo campo elettromagnetico ha un diametro che si estende dai due metri e mezzo ai tre metri, con l’asse centrato nel cuore. La sua forma ricorda quella acciambellata di una toroide, forma spesso considerata la più unica e primaria dell’universo.

Il cuore genera il più ampio campo elettromagnetico del corpo. 
I campi elettromagnetici generati dal cuore permeano ogni cellula e possono agire come un segnale sincronizzatore per il corpo in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio. L’evidenza sperimentale dimostra che questa energia non solo è trasmessa internamente al cervello ma è anche recepibile da altri che si trovino nel suo raggio di comunicazione. Il cuore genera il più ampio campo elettromagnetico del corpo. Il campo elettrico come viene misurato dall’elettrocardiogramma(ECG) è all’incirca 60 volte più grande in ampiezza di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un elettroencefalogramma (EEG). La componente magnetica del campo del cuore, che è all’incirca 5000 volte più potente di quella prodotta dal cervello, non è impedita dai tessuti e può essere misurata a diversi metri di distanza dal corpo con uno Strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato su magnetometri. È stato anche rilevato che le chiare modalità ritmiche nella variabilità della cadenza del battito cardiaco sono distintamente alterate dall’esperienza di differenti emozioni. Questi cambiamenti nelle onde elettromagnetiche, nella pressione sanguigna e in quella sonora, prodotti dall’attività del ritmo cardiaco sono percepite da ogni cellula del corpo a ulteriore supporto del ruolo del cuore quale globale e interno segnale di sincronizzazione.

SECONDA PARTE

Ora, partendo dalle acquisizioni scientifiche sul funzionamento del nostro cervello e sulle scoperte della capacità del pensiero di influenzare gli eventi interni al corpo umano, e non solo, ma anche quelli esterni, possiamo fare alcune riflessioni sul significato della preghiera e della sua efficacia riguardo alle intenzioni per le quali, rivolgendoci alla Divinità, noi preghiamo.

Esperimenti su queste modalità di preghiera, soprattutto comunitaria, dove più persone si trovano per pregare Dio secondo quella certa intenzione, sono stati realizzati in particolare nei gruppi del Movimento ecclesiale del Rinnovamento Carismatico Cattolico e da quello del Rinnovamento nello Spirito Santo. I risultati sono stati evidenti e riportati come testimonianza nei loro Convegni: la preghiera influisce sugli eventi per i quali si prega.

Quale significato dare a questi risultati? Qui entriamo in un ambito fecondo di sviluppi straordinari sull’efficacia della preghiera, entriamo in un contesto dove entrano in gioco l’anima che ogni persona ha ricevuto da Dio creatore e Dio stesso. Significa che noi siamo in grado di comunicare con la Divinità e come siamo in grado di farlo con Lui, siamo in grado di farlo anche con la Madonna, con san Giuseppe e con tutti i santi della storia. Generazioni di mistiche e mistici testimoniano nelle loro biografie queste esperienze straordinarie di comunicazione tra l’anima della persona e le anime residenti in Paradiso nella visione beatifica del Creatore.

La scienza ha reso visibili e comprensibili le esperienze di generazioni di santi che hanno lasciato scritto quanto avevano sperimentato nella preghiera.

Sant’Efrem  il siro, morto nell’anno 373 dopo Cristo, ha scritto un aforisma di grande efficacia mistica: “IL CORPO È IL TEMPIO DELL’ANIMA”.

tempio dellanima

Seguendo questa pista di lavoro e di ricerca riporto, ora, una testimonianza che un monaco mi ha rilasciato tempo fa quando andai ad intervistarlo su questo argomento.

“Credo che quando noi parliamo della preghiera dobbiamo parlare meno di onde cerebrali e più di anima. Cioè della dimensione profonda che è essa stessa forza, è essa stessa energia, l'anima, è per sua natura. Mentre le onde cerebrali sono prodotte dal cervello l'anima non è prodotta, l'anima c'è.

 

E quindi quando noi preghiamo nel profondo del nostro cuore è l'anima che prega, e prega in forza di un dono che la rende viva nello Spirito, lo Spirito del Signore. Se tu vuoi intercedere, supplicare, chiedere perdono, è importante che tu lo faccia all’interno di te stesso, quindi nella tua anima, non tanto nel pensiero, il pensiero può essere uno strumento che rivolge che indirizza la tua anima, il pensiero della tua volontà, ma la preghiera deve essere espressione dell'interiorità, quindi del cuore. Più che del cervello o della mente, del cuore.”

Molto spesso quando noi preghiamo non ci rendiamo conto dell’azione della preghiera, perché l'azione della preghiera sovrasta la nostra consapevolezza e sovrasta a volte anche le nostre intenzioni, quindi, pregare anzitutto facendo unità interiore, cioè calandoci dentro la nostra anima.

Esistono studi e sperimentazioni fatte in diverse università dove si è messa in relazione la dimensione spirituale con la dimensione della guarigione. Qui si apre una frontiera di grande fascino perché entrano in gioco le leggi della fisica quantistica che aprono scenari di grande interesse per comprendere il ruolo dell’anima.

Nella frase “Siate uno come lo sono col Padre mio” sembra risuonare fortemente l’idea del piano di coscienza non locale di cui ci parlano i fisici, così come l’idea che “Tutto ciò che chiedete pregando vi sarà dato”, sembra avere a che fare con l’idea che nello stato di preghiera esista una possibilità di co-creazione della realtà.

Anche le guarigioni che Cristo compie sono sempre connotate da una domanda: “Vuoi guarire?”. Così come nel prosieguo della guarigione, nella quale Gesù afferma “I tuoi peccati ti sono rimessi. La tua fede ti ha salvato. Vai in pace e non peccare più”, riecheggia fortemente l’idea quantistica del perdono, ovvero è la persona sofferente che chiede perdono alla malattia che la tormenta. Non è Cristo a guarire, ma la fede del guarito.

La fede intesa come la certezza di chi sa, piuttosto che come la speranza di chi crede.

Ed è per questo che è così importante la scienza, perché dà conoscenze alla mente razionale.

Questo gioco di parallelismi tra Vangelo e fisica quantistica non ha alcuna pretesa di scientficità, però la sua potenza evocativa è indiscussa perché ci conduce a una riflessione che è emersa in un convegno all’Università di Catania sulla Medicina Integrata nel 2016: le guarigioni straordinarie hanno necessariamente una componente spirituale, nel senso che la malattia pone essa stessa quesiti per l’anima tanto del medico che del paziente.

Oggi la fisica quantistica sembra ricondurci anch’essa lì, ALLA SOGLIA DELL’ANIMA.

fisica quantistica e anima

TERZA PARTE

Concludo questa dissertazione sull’anima citando un pensiero di Santa Teresa d’Avila, carmelitana scalza e riformatrice dell’Ordine Carmelitano, tratto dai suoi scritti autobiografici. Santa Terresa è vissuta dal 1515 al 1582 e non aveva fatto studi di teologia o di altre discipline scientifiche, aveva frequentato il monastero di Avila e ricevuto la formazione dalle sue Maestre. Aveva avuto un grande maestro che l’ha accompagnata nel suo cammino di riformatrice e di mistica: San Giovanni della Croce.

Ecco la profondità e attualità scientifica del suo pensiero:

“La mente è inutilizzabile quando si tratta di trovare la strada che porta nelle acque mistiche. La tua mente è esausta dalla ricerca.
Devi finalmente permettere all’anima di tornare al suo posto.
Togli di mezzo la mente e fai spazio all’anima.
La mente semplicemente non è abbastanza forte per fare il viaggio.
Arrivare da Dio è il compito dell’anima.
E l’anima risvegliata si agiterà e ti spronerà finché non ti accingi con energia e inizi ad allungare la mano al divino…”

santa teresa bernini

Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini nella chiesa di Santa Maria della Vittoria in via Venti Settembre, 17 a ROMA

Se ci pensate è particolare che tutte quelle persone che hanno fatto scelte importanti per stare vicino a Dio, qualsiasi sia il loro Dio (parliamo dei monaci e monache di clausura, monaci tibetani e di tutte le altre categorie di persone che possano venirvi in mente) rispettino un sacrale silenzio.

È il silenzio della mente e, nel silenzio della mente, si cela il segreto della vita, il mistero di ogni cosa.

Non c’è più bisogno di parlare, non c’è più bisogno di capire, c’è solo bisogno di sentire.
Lì fuori non esiste niente: non cercate mai più di cambiare lì fuori…

L’anima non pensa, l’anima sa.

Letto 126 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Marzo 2024 12:55
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