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Venerdì, 15 Giugno 2012 19:07

STORIA DELLA FESTA DELLA MADONNA AUSILIATRICE

Scritto da Gianfranco Trabuio - pubblicista -
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Quando con padre Aldo Tonini, Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto, abbiamo progettato questo 23° incontro per gli Amici di Terra Santa, si voleva dare continuità al tema del 21° Congresso, quando abbiamo affrontato la storia dell’incontro tra San Francesco e il Sultano d’Egitto. Alla fine del 2010 la Provincia toscana dei Frati Minori aveva organizzato un Convegno di Studi proprio su questo tema così affascinante e così poco documentato. Di recente ho acquisito gli Atti di quel Convegno con i contributi dei più accreditati studiosi dell’argomento, compreso fra Pacifico Sella che oggi è venuto tra di noi a Treviso per portarci il suo contributo di conoscenza.

 Francesco di Assisi, come vedete, ancora dopo 800 anni continua a scompigliare le acque della Cristianità. La sua spiritualità e i suoi insegnamenti fanno ancora da guida per tutte le persone innamorate di Gesù e pronte a seguirlo nel cammino della testimonianza, sia nelle missioni verso i non cristiani, sia a casa nostra dove il Cristianesimo sta per venire progressivamente cancellato dalla legislazione europea e dalla cultura dominante.

 Quando ho iniziato a sviluppare questi argomenti era il 24 maggio scorso, giorno che la Chiesa Cattolica dedica alla Madonna Ausiliatrice. Festa che nelle nostre chiese mi risulta poco ricordata, almeno nella sua genesi storica.  

Solo i Salesiani fanno memoria solenne di questa festa, in quanto San Giovanni Bosco, loro fondatore, era particolarmente devoto alla Vergine Madre di Dio con questo attributo di AUXILIUM CHRISTIANORUM.  Ho pensato di dedicare questa mia prima relazione proprio a Maria Auxilium Christianorum e ora vedremo perché, proprio dagli scritti di San Giovanni Bosco.

 STORIA DELLA FESTA DELLA MADONNA AUSILIATRICE

 San Giovanni Bosco (1815-1888)  dedicò tutta la sua opera alla Madonna Ausiliatrice e nelle sue opere scritte ci spiega come le glorie di Maria vengano illustrate dal titolo di Auxilium Christianorum.

Egli scrive dei “fatti particolari che diedero motivo alla Chiesa di appellarla Auxilium Christianorum. Il primo è la battaglia di Lepanto”  (7 Ottobre 1571).

E così continua: “Il Romano Pontefice, che allora era san Pio V, nel timore che i Turchi, se fossero riusciti vittoriosi, avrebbero portato fra i Cristiani desolazione e rovina, pensò di impegnare la potente intercessione di Colei che santa Chiesa proclama terribile come un esercito ordinato a battaglia: Terribilis ut castrorum acies      ordinata. (…)  Ordinò che in tutta la Cristianità si recitasse il Santo Rosario per chiedere l’intercessione della Madonna affinché le armate turche fossero sconfitte. Dopo lungo, accanito e sanguinoso combattimento d’ambo le parti la vittoria rimane completamente ai Cristiani. Le navi Turche fuggono verso terra, i Veneziani le inseguono e le fracassano. (…) In quel momento gli apparve la santa Vergine, rivelandogli il trionfo delle navi cristiane, il quale trionfo san Pio V annunziò tosto per la città di Roma prima che alcuno avesse in altra guisa potuto portare quella notizia. Allora il santo Pontefice in riconoscenza a Maria, al cui patrocinio attribuiva la gloria di quella giornata, ordinò che nelle Litanie Lauretane si aggiungesse la giaculatoria: Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis. Maria aiuto dei Cristiani, prega per noi. Il medesimo Pontefice, affinché fosse perpetuata la memoria di quel prodigio, istituì la Solennità del SS. Rosario da celebrarsi ogni anno la prima domenica di ottobre.”

 È importante ricordare come, a seguito della vittoria navale, vennero liberati circa 12.000 schiavi cristiani che erano messi ai remi delle navi turche. Il principe Marcantonio Colonna, comandante delle navi pontificie con gli schiavi liberati fece un pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto, consegnando alla Santa Vergine le catene degli schiavi. Con quelle catene furono costruite tutte le inferriate e i le decorazioni in ferro battuto del Santuario, che ancora oggi si possono ammirare. Altra notizia interessante su Lepanto è che vi partecipò Miguel Cervantes archibugiere imbarcato su di una galea spagnola. L’autore del famoso romanzo “Don Chisciotte della Mancia”, fu ferito a una gamba e da quella volta gli amici lo appellavano col nomignolo di “lo storpio di Lepanto”.

 Il secondo fatto che san Giovanni Bosco accosta al titolo di Maria Ausiliatrice è la battaglia di Vienna: “L’anno 1683 i Turchi per vendicare la sconfitta di Lepanto (…) con un esercito di duecento mila uomini, avanzandosi a marce forzate, vennero a porre l’assedio davanti alle mura di Vienna. Il sommo Pontefice, che allora era Innocenzo XI, pensò di fare ricorso ai principi cristiani eccitandoli a venire in soccorso della Cristianità minacciata (…) L’esercito cristiano discendendo allora dalle montagne si avanzò verso il campo dei Turchi, i quali dopo aver combattuto per qualche tempo si ritirarono dall’altra parte del Danubio (…) lasciarono sul campo (…) circa centomila uomini (…) Era il 12 settembre 1683. Quel santo Pontefice, egli pure persuaso che la gloria di quel trionfo fosse tutta dovuta alla grande Madre di Dio, e desideroso di perpetuare la memoria del benefizio ordinò che la festa del ss. Nome di Maria, già da tempo praticata in alcuni paesi, fosse per l’avvenire celebrata in tutta la Chiesa.”

Quanto al terzo fatto, il Santo piemontese osserva che “una cosa mancava ancora ed era un giorno dell’anno stabilito per onorare il titolo di Maria Ausiliatrice (…) il modo meraviglioso con cui Pio VII fu liberato dalla sua prigionia è il grande avvenimento che ha dato occasione alla istituzione della festa di Maria Aiuto dei Cristiani (…) Maria mossa a pietà dai gemiti del Vicario di Gesù Cristo e dalle preghiere dei suoi figliuoli cangiò in un momento le sorti d’Europa e di tutto il mondo. Il rigore dell’inverno nella Russia e l’infedeltà di molti generali francesi delusero tutte le speranze di Napoleone. La maggior parte di quel formidabile esercito perì assiderato dal gelo o sepolto nella neve. Le poche truppe risparmiate dai rigori del freddo abbandonarono l’Imperatore ed egli dovette fuggire, ritirarsi a Parigi e consegnarsi nelle mani degli Inglesi. (…) Fatto così libero Pio VII, volle tosto dare un pubblico segno alla beata Vergine Maria, dalla cui intercessione tutto il mondo riconosceva la inaspettata sua libertà (…) Pio VII per rendere perpetua la memoria della prodigiosa liberazione sua, dei Cardinali, dei Vescovi e della libertà ridonata alla Chiesa, e perché ne esistesse perpetuo monumento fra tutti i popoli cristiani, istituì la festa di Maria Auxilium Christianorum da celebrarsi ogni anno al giorno 24 maggio. Fu scelto quel giorno perché appunto in esso, l’anno 1814, egli era stato fatto libero e poté ritornare a Roma fra i più vivi applausi dei Romani”.

P.S. ALLE AMICHE E AGLI AMICI CHE VOLESSERO APPROFONDIRE IL TEMA TRATTATO, CONSIGLIO DI LEGGERE L'ALTRO ARTICOLO SUL RUOLO DEGLI ORDINI FRANCESCANI NELLA DIFESA DELLE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA. Buona lettura.

Letto 38072 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Luglio 2013 21:29

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