Lunedì, Maggio 28, 2018
DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA

DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA (24)

 

Lunedì, 04 Gennaio 2016 16:41

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, PARTENZA!!!!

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giovanni paolo 2 suor faustina e gesù misericordioso

Il giubileo della Misericordia è da poco iniziato e già molto se ne parla, soprattutto nelle chiese dove i fedeli ricevono catechesi un po' impegnative con l'invito a guardare l'immagine della Divina Misericordia come Gesù l'ha commissionata alla suora polacca Maria Faustina Kowalska (1905 - 1938), oggi santa per volere dell'altro grande santo polacco, il Papa Giovanni Paolo II. Questa suora, vissuta tutta la vita religiosa nel convento di Cracovia-Lagievniki, oggi si trova a vivere un anno di gloriosa fama grazie alle continue visioni e dialoghi avuti sia con Gesù che con sua madre Maria, fatti conoscere prima alla Chiesa cattolica e poi al mondo dall'allora vescovo ausiliare di Cracovia monsignor Karol Wotila.

Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 (Domenica in Albis) e proclamata santa il 30 aprile 2000 (Domenica in Albis). Le sue reliquie si trovano nel "Santuario della Divina Misericordia" a Cracovia-Lagievniki.
Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall'umile suora polacca. Nell’occasione della canonizzazione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua (Domenica in Albis).

Questa sintesi era necessaria per aprire una finestra di stupende meraviglie sul significato del Giubileo dedicato alla Misericordia di Dio. La storia della Salvezza nella nostra religione cattolica parte dall'Antico Testamento per concretamente realizzarsi con la venuta di Gesù, e non c'è periodo migliore per ricordarci di questo attributo di Dio che meditarlo durante le festività natalizie.

bambino Gesù

Questa statua di Gesù Bambino proviene da Betlemme e porta al collo nel reliquiario d'argento una scheggia della roccia della Grotta della Natvità

A questo punto è di grande importanza, per entrare dentro al mistero della Misericordia Divina, riportare per esteso il documento preparato dal Vaticano in occasione della canonizzazione di suor Faustina.

Il 30 aprile 2000, II Domenica di Pasqua, alle ore 10, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana ed ha proceduto alla Canonizzazione della Beata MARIA FAUSTYNA KOWALSKA, vergine, delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia.

La nuova Santa con la testimonianza della sua vita ci invita a mantenere la nostra fede e la nostra speranza fisse in Dio Padre, ricco di misericordia, che ci ha salvati con il sangue prezioso del suo Figlio risuscitato dai morti e vivente in eterno.
Suor Maria Faustina, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso di lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della Misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Suor Maria Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec. Al battesimo nella chiesa parrocchiale di Swinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall'infanzia si distinse per l'amore alla preghiera, per la laboriosità, per l'obbedienza e per una grande sensibilità alla povertà umana. All'età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un'esperienza profonda perché ebbe subito la consapevolezza della presenza dell'Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrów, Lódz e Ostrówek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita sentiva nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare in convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 1 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni nelle diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilno e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All'esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era concentrata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sé una profonda e straordinaria unione con Dio.
Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della Misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della Misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. Scriveva: O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in sé una delle Tue virtù; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di misericordia, voglio glorificarlo. La Tua misericordia, o Gesù, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigillo e ciò sarà il mio segno distintivo in questa e nell'altra vita. (Quaderno IV, 7).
Suor Maria Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la Misericordia Divina nell'opera della salvezza delle anime perdute. Rispondendo al desiderio e all'esempio di Gesù offriva la sua vita in sacrificio. La sua vita spirituale si caratterizzava inoltre per l'amore all'Eucarestia e per una profonda devozione alla Madre di Dio della Misericordia.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell'ubiquità, il dono di leggere nelle anime umane, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale fu per lei non meno reale e concreto di quello che sperimentava con i sensi. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l'essenza della santità. Scriveva nel «Diario»: Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargitola rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio (Quaderno III, 28).

Divina Misericordia Eugeniusz Kazimirowski 1934

Immagine della Divina Misericordia che Gesù le ha commissionato di far dipingere. Autore Eugenio Kazimirowski
Il Signore scelse Suor Maria Faustina come segretaria e apostola della sua misericordia per trasmettere, mediante lei, un grande messaggio al mondo. "Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso" (Quaderno V,155).

La missione di Suor Maria Faustina consisteva in tre compiti:
Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sulla Misericordia di Dio per ogni uomo.
Implorare la Misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, in particolar modo con le nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l'immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina della Divina Misericordia e la preghiera nell'ora della Divina Misericordia (ore 15). A queste forme di culto e anche alla diffusione dell'adorazione della Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell'affidamento a Dio e della prassi dell'amore attivo per il prossimo.
Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la Misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Maria Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale, l'adempimento della volontà di Dio e un atteggiamento di misericordia verso il prossimo.
Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: le congregazioni religiose, gli istituti secolari, i sacerdoti, le confraternite, le associazioni, le diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e le persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Maria Faustina.
La missione di Suor Maria Faustina è stata descritta nel «Diario» che lei redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della sua anima con lui. Il Signore diceva a Faustina: Segretaria del Mio mistero più profondo, ... il tuo compito più profondo è di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me (Quaderno VI, 67). Quest'opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della Misericordia Divina; «Il Diario» affascina non soltanto la gente comune ma anche i ricercatori che scoprono in esso una fonte supplementare per le loro ricerche teologiche. «Il Diario» è stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo.
Suor Maria Faustina, distrutta dalla malattia e dalle varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all'età di appena 33 anni.  La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia sulla scia delle grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma, il 18 aprile 1993. Le spoglie di Suor Faustina si trovano nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Lagievniki.

Ora, per le persone che rimangono colpite dalle notizie di stampa, della radio e della televisione, e poco riescono a capire cosa sia tutto questo parlare della Misericordia, è opportuno dedicare due righe all'evento. 

Gesù nei dialoghi con suor Faustina ha detto chiaramente e in più riprese che per accedere alla Sua Misericordia è indispensabile ricorrere ai suoi sacerdoti nel Sacramento della Confessione, oggi chiamato Riconciliazione. 

La cultura religiosa di oggi diffusa dai media, e molte volte anche da "ecclesiastici post-moderni", è molto carente sull'argomento. Si va dalle correnti di origine luterana-protestante che sostengono non esistere il Sacramento della Confessione, ai teologi di varia estrazione, ma anche sedicenti cattolici, che negano addirittura l'esistenza dell'inferno, luogo definito con chiarezza da Gesù nei Vangeli.

Ecco allora venirci in aiuto proprio Gesù in una delle visioni che suor Faustina ha avuto e che puntualmente ha descritto nel suo Diario:

santa faustina e linferno

 

 

Giovedì, 24 Dicembre 2015 11:14

LETTERA AL NIPOTE PER NATALE

Scritto da

Care corrispondenti e cari lettori,

l'altro giorno una nonna mi ha fermato manifestandomi la sua amarezza perché i nipoti, pur cresciuti in ambiente cristiano, non avrebbero fatto il Natale di Gesù, e non sapendo come fare per comunicare loro un messaggio di fede, mi ha chiesto se io potevo scriverle un pensiero per i nipoti.

Ecco questo è il mio messaggio

Caro nipote,

                da tempo stavo maturando l’idea di scriverti un poche di righe per lasciarti in eredità anche qualche mio pensiero.

        Oggi il mondo che ti aspetta è molto diverso da quello che io ho vissuto, una volta era molto sviluppato il senso religioso della vita, quasi tutti erano consapevoli che l’uomo è fatto di due dimensioni, quella corporale e quella spirituale. Questo fatto oggi è stato cancellato dalle mode e dal sistema di vita molto concentrato solo sulla prima. La storia insegna che quando l’uomo vive la propria esistenza solo sul corpo, la mente e il cuore soffrono e vanno incontro a disturbi che le medicine non guariscono.

In questo Natale vorrei tanto che tu fossi consapevole che Gesù Bambino viene per comunicarci che non siamo fatti solo di corpo. Gesù nasce per portare all’umanità un messaggio nuovo, messaggio di salvezza e di salute. Salvezza per l’eternità verso il Paradiso e salute fisica per vivere in equilibrio tutta la vita, dando spazio sia alle necessità corporali come a quelle spirituali.

Pensa a come sarebbe il mondo oggi se non ci fosse stato il Natale di Gesù. Tutta l’arte, dalla musica alla scultura, dalla pittura alla letteratura sarebbe un deserto di vuoto culturale. Da duemila anni l’umanità si nutre di questo evento straordinario, nasconderlo o negarlo non è da persone sagge, addirittura rifiutarlo è da persone che vogliono farsi del male.

Concludo augurandoti che nella tua vita trovi spazio questo evento, che nel tuo cuore Gesù Bambino trovi la calda accoglienza della tua capanna.

                                                       Nonna Luigina

Olmo, Natale 2015

ADORAZIONE DEI PASTORI di Matthias Stomer 1600 1650

MATTHIAS STOMER 1600-1650: ADORAZIONE DEI PASTORI

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
14 Settembre 2015 ore 20 30
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.
14 settembre Esaltazione della Santa Croce
15 settembre Beata vergine Maria Addolorata
17 settembre Impressione delle stimmate di san Francesco di Assisi
Brevi riflessioni sulle feste elencate.


Esaltazione della Santa Croce. La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin.
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.

 esaltazione della santa croce

Il quadro rappresenta nel suo insieme l'immagine stupenda e ricca di significato: il Padre che sostiene il Figlio crocifisso, Maria Santissima e l'apostolo Giovanni.

Impressione delle stimmate di San Francesco. Il Serafico Padre San Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una fervidissima devozione a Cristo Crocifisso, devozione che diffuse sempre con le parole e la vita.
Nel settembre del 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le Stimmate della sua Passione. Papa Benedetto XI concesse all'Ordine Francescano di celebrare annualmente il ricordo.

Francesco, mediante le sacre Stimmate, prese l’immagine del Crocifisso.

Dalla «Legenda minor» di san Bonaventura (Quaracchi, 1941, 202-204).
Francesco, servo fedele e ministro di Cristo, due anni prima di rendere a Dio il suo spirito, si ritirò in un luogo alto e solitario, chiamato monte della Verna, per farvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Fin dal principio, sentì con molta più abbondanza del solito la dolcezza della contemplazione delle cose divine e, infiammato maggiormente di desideri celesti, si sentì favorito sempre più di ispirazioni dall’alto.
Un mattino, verso la festa dell’esaltazione della santa Croce; raccolto in preghiera sulla sommità del monte, mentre era trasportato in Dio da ardori serafici, vide la figura di un Serafino discendente dal cielo. Aveva sei ali risplendenti e fiammanti. Con volo velocissimo giunse e si fermò, sollevato da terra, vicino all’uomo di Dio. Apparve allora non solo alato ma anche crocifisso.
A questa vista Francesco fu ripieno di stupore e nel suo animo c’erano, al tempo stesso, dolore e gaudio. Provava una letizia sovrabbondante vedendo Cristo in aspetto benigno, apparirgli in modo tanto ammirabile quanto affettuoso ma al mirarlo così confitto alla croce, la sua anima era ferita da una spada di compaziente dolore.
Dopo un arcano e intimo colloquio, quando la visione disparve, lasciò nella sua anima un ardore serafico e, nello stesso tempo, lasciò nella sua carne i segni esterni della passione, come se fossero stati impressi dei sigilli sul corpo, reso tenero dalla forza fondente del fuoco.
Subito incominciarono ad apparire nelle sue mani e nei suoi piedi i segni dei chiodi; nell’incàvo delle mani e nella parte superiore dei piedi apparivano le capocchie, e dall’altra parte le punte. Il lato destro del corpo, come se fosse stato trafitto da un colpo di lancia, era solcato da una cicatrice rossa, che spesso emetteva sangue.
Dopo che l’uomo nuovo Francesco apparve insignito, mediante insolito e stupendo miracolo, delle sacre stimmate, discese dal monte. Privilegio mai concesso nei secoli passati, egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, non scolpita da artista umano in tavole di pietra o di legno, ma tracciata nella sua carne dal dito del Dio vivente.

san francesco di assisi riceve le stimmate

San Francesco riceve le stimmate dal Serafino mandatogli da Gesù. La vocazione di Francesco era quella di essere simile in tutto al Cristo sofferente.

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA

VIENI SPIRITO SANTO VIENI

Vieni, Spirito Santo, vieni,
soffio di vita, vieni,
Spirito Santo, vieni.

IN TE RINASCERÒ DALL'ALTO,
NELLE TUE MANI COME IL VENTO
CHE SOFFIA DOVE VUOLE MA NON SO
DI DOVE VIENE E DOVE VA.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
dentro al mio cuore, vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
forza di vita, Vieni,
Spirito Santo, vieni.
Rit.
Vieni, Spirito Santo, vieni,
sulla tu chiesa, vieni,
Spirito Santo, vieni. (SULLA FAMIGLIA) (SUI NOSTRI FIGLI) (SUI SACERDOTI) (SUGLI AMMALATI) (SULLA NOSTRA PARROCCHIA)

INTENZIONI DI PREGHIERA

RECITA DELLA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
LITANIE DELLA DIVINA MISERICORDIA

PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera

O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna in unità con il Padre e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Madonna Addolorata
CORONCINA DEI 7 DOLORI DELLA VERGINE
La Madonna disse a Marie Claire, una delle veggenti di Kibeho prescelta per propagandare la diffusione di questa coroncina dei 7 dolori:
“ Ciò che vi chiedo è il pentimento. Se reciterete questa coroncina meditando, allora avrete al forza di pentirvi. Oggigiorno molti non sanno più chiedere perdono. Essi mettono di nuovo il Figlio di Dio sulla croce. Per questo ho voluto venire a ricordarvelo, soprattutto qui in Ruanda, perché qui ci sono ancora persone umili che non sono attaccate alla ricchezza e ai soldi”. (31.5.1982)
“ Ti chiedo di insegnarla al mondo intero..., pur restando qui, perché la mia grazia è onnipotente”. 15.8.1982)
Il 9 Agosto 1982, la Madonna piange ed i veggenti piangono con Lei, perché manifestava loro inquietanti immagini del futuro: terribili battaglie, fiumi di sangue, cadaveri abbandonati, un abisso spalancato.
Queste Apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa il 29.6.2001.

MADONNA ADDOLORATA

Immagine dell'Addolorata con le spade dei 7 dolori vissuti da Maria a partire dalla Presentazione al profeta Simeone e fino alla deposizione dalla croce.

MARIA SANTISSIMA

O Maria santissima, dolce madre di Gesù
Stendi il tuo manto sopra la terra
Rendi sicuro il cammino quaggiù. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria santissima, sei l’eletta del Signor
Salva i tuoi figli portali al cielo
Sorreggi tu la speranza nel cuor. Ave ave Maria, ave ave Maria.
O Maria amabile, doni al mondo il Salvator
Tutti i credenti accolgano Cristo
E regni sempre tra i figli l’amor. Ave ave Maria, ave ave Maria.


INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco: Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

DON DANIELE PANZERI CON GLI AMICI DELLA DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA DI OLMO DI MARTELLAGO

INVITANO TUTTI I DEVOTI

LUNEDÌ 7 settembre 2015 ORE 20 PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE a Robegano (sulla strada che da Maerne porta a Noale), per un incontro di spiritualità con celebrazione della Santa Messa in occasione della Festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Il cuore di Gesù è tutto amore e misericordia

madonna delle grazie robegano w giovanni paolo 2 suor faustina e gesù misericordioso

 

 

 

 

 

LA LITURGIA SARÀ PRESIEDUTA DA DON DANIELE PANZERI, sacerdote orionino, con la presenza di don Filippo Facchin, rettore del Santuario e consisterà nella recita della Coroncina della Divina Misericordia, nella celebrazione della santa Messa, con preghiere di guarigione e liberazione e con la finale benedizione eucaristica. L’incontro di spiritualità sarà accompagnato dai gioiosi canti del Rinnovamento carismatico cattolico.

 

 

PAPA FRANCESCO CI INVITA A TESTIMONIARE LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO SUI DISCEPOLI DI GESÙ IN PROSSIMITA' DEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA.

Misericordia la chiave per aprire il cuore a Dio e al prossimo

Sabato, 06 Dicembre 2014 17:26

IMMACOLATA CONCEZIONE, GUADALUPE E LORETO.

Scritto da

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO

8 dicembre 2014 ore 20 30

GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.

 

8 dicembre IMMACOLATA CONCEZIONE della Beata Vergine Maria, (per la storia dell’Immacolata Concezione rimando al sito www.gianfrancotrabuio.it dove nella cartella “Devozioni religiose” e in quella “Lourdes e dintorni mariani” si trova la relazione “La Madonna ci parla”.

 10 dicembre MADONNA DI LORETO (vedi più avanti la storia miracolosa sella traslazione da Nazaret)

 12 dicembre  Beata Vergine Maria di Guadalupe (Messico), l’apparizione, il 9 dicembre 1531, della "Morenita" all'indio Juan Diego, a Guadalupe, in Messico, è un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. L'evento guadalupano fu un caso di “inculturazione” miracolosa: meditare su questo evento significa oggi porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l'immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano, che la Chiesa ha di recente proclamato santo. (Vedi più avanti la storia miracolosa del mantello)

 12 dicembre Santa Giovanna Francesca di Chantal (fondatrice delle Visitandine) Digione, Francia, 1572 - Moulins, Francia, 13 dicembre 1641

La vita di Giovanna Frémiot è legata indissolubilmente alla figura di Francesco di Sales, suo direttore e guida spirituale, e di cui fu seguace e al tempo stesso ispiratrice e collaboratrice. Nata a Digione nel 1572, a vent'anni sposò il barone de Chantal, da cui ebbe numerosi figli. Rimasta vedova, avvertì sempre di più il desiderio di ritirarsi dal mondo e di consacrarsi a Dio. Sotto la guida di Francesco di Sales, diede vita a una nuova fondazione intitolata alla Visitazione e destinata all'assistenza dei malati. L'Istituto si diffuse rapidamente nella Savoia e nella Francia. Ben presto seguirono Giovanna, diventata suor Francesca, numerose ragazze, le Visitandine, come erano chiamate e universalmente note le suore dell'Isituto. Prima della sua morte, avvenuta a Moulins il 13 dicembre del 1641, le case della Visitazione erano 75, quasi tutte fondate da lei.

 

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA

Chi pratica la misericordia non teme la morte!

O CIELI PIOVETE DALL'ALTO, O NUBI MANDATECI IL SANTO
O TERRA, APRITI O TERRA E GERMINA IL SALVATOR.  (di Kiko Arguello)

Siamo il deserto, siamo l'arsura: Maranathà, Maranathà
Siamo il vento, nessuno ci ode: Maranathà, Maranathà. Rit.
Siamo le tenebre, nessuno ci guida: Maranathà, Maranathà.
Siam le catene, nessuno ci scioglie: Maranathà, Maranathà. Rit.
Siamo il freddo, nessuno ci copre: Maranathà, Maranathà.
Siamo la fame, nessuno ci nutre: Maranathà, Maranathà. Rit.
Siamo le lacrime, nessuno ci asciuga: Maranathà, Maranathà.
Siamo il dolore, nessuno ci guarda: Maranathà, Maranathà. Rit.

INTENZIONI DI PREGHIERA

ROSARIO DELLA VERGINE MARIA CHE OGGI RICORDIAMO “IMMACOLATA CONCEZIONE”.

MISTERI GAUDIOSI MEDITATI SECONDO SANTA FAUSTINA KOWALSKA

LITANIE LAURETANE

 Canto: IMMACOLATA

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

     Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento.

     Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede. Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male.

     Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene. Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa. Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore.

     Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore.       Amen.

Santa casa di Loreto

La Santa Casa della Madonna a Loreto

 Ora, per fare chiarezza sulla Casa della Madonna che si trova dentro alla basilica di Loreto, riporto un brano del prof. Giorgio Nicolini di Ancona, responsabile di Tele Maria: www.telemaria.it. Purtroppo anche tra esponenti di rilievo della Chiesa Cattolica è in atto da tempo una falsificazione storica sugli eventi miracolosi riguardanti la traslazione della casa della Madonna da Nazaret. Questo fa parte della apostasia silenziosa in atto dentro alla Chiesa Cattolica come prevista dai mistici e dall’Apocalisse.

 

IN PREPARAZIONE DELLA FESTA LITURGICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA. (9-10 dicembre 2014)

LA PRIMA TRASLAZIONE MIRACOLOSA DI TERSATTO (9-10 maggio 1291)

Le principali documentazioni storiche esistenti comprovano la “veridicità storica” di “almeno” cinque “traslazioni miracolose” della Santa Casa di Nazareth, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto (in Croazia), ad Ancona (località Posatora), nella selva della signora Loreta nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi sul campo di due fratelli sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

LA PRIMA TRASLAZIONE MIRACOLOSA DI TERSATTO (Croazia)

 Il Beato Pio IX, il grande Pontefice nativo dell’anconitano e “miracolato” nella stessa Santa Casa di Loreto, a riguardo di essa scrisse memorabili parole. Celebre, in proposito, fu la sua Bolla “Inter Omnia”, del 26 agosto 1852, nella quale così solennemente dichiara: “Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto… (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata molto lontano, oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia”.

Come ogni altro Pontefice che ne ha trattato, il Beato IX identificò a Tersatto, in Dalmazia, oggi quartiere di Fiume, il primo luogo in cui “sostò” nel 1291 la Santa Casa di Nazareth durante le sue molteplici “miracolose” traslazioni.

Riguardo alle documentazioni su tali fatti accaduti, esistevano degli scritti e testimonianze composti dai contemporanei a tali eventi miracolosi, che oggi purtroppo in gran parte sono andati perduti, soprattutto a causa di incendi che hanno distrutto gli archivi storici di Tersatto e di Recanati. Ma esistono scritti e testimonianze posteriori che rimandano a quei documenti dell’epoca, visti e riportati da altri. Esiste, soprattutto, “la tradizione orale” ininterrotta, tramandata dai testimoni oculari dell’epoca, ed esistono ancor oggi diverse chiese e lapidi che ricordano gli eventi accaduti in quegli anni della fine del XIII secolo.

Le chiese, in modo particolare, ancor più dei “documenti scritti”, sono le più inoppugnabili “prove” della verità dei fatti che esse intendono celebrare, perché se esse sono state edificate e consacrate per ricordare gli “eventi miracolosi” delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth ciò è stato possibile perché così hanno voluto i Vescovi dell’epoca, costituendo esse perciò una “approvazione ecclesiastica” inconfutabile da parte dei “testimoni oculari” più autorevoli: i Vescovi stessi dell’epoca, di varie località.

A Tersatto, ove esiste tutta una tradizione locale esattamente parallela a quella di Loreto, c’è un Santuario, risalente al XIII-XIV secolo, che ricorda proprio la sosta della Santa Casa in quel luogo per circa tre anni e mezzo. Anche una lapide, ancor oggi esistente, riporta questo fatto “storico”, essendovi scritto in essa: “Venne la Casa della Beata Vergine Maria da Nazarette a Tersatto l’anno 1291 allì 10 di maggio et si partì allì 10 di dicembre 1294”.

CANTO

SPIRITO DI GESÙ EFFUSO IN NOI (4 VOLTE)

CORPO DI GESÙ DONATO A NOI  (4VOLTE)

SANGUE DI GESÙ DONATO A NOI    (4 VOLTE)

CUORE DI GESÙ DONATO A NOI      (4 VOLTE)

CUORE DI MARIA DONATO A NOI    (4 VOLTE)

 

STORIA DELLE APPARIZIONI DI GUADALUPE

Il 9 dicembre 1531 la Madonna apparve sulla collina del Tepeyac a Guadalupe, in Messico, ad un povero indio di nome Juan Diego. Nella prima apparizione, la Signora gli disse di essere “La perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo unico Dio” e gli ordinò di recarsi dal vescovo, perché voleva che si erigesse un tempio ai piedi del colle.

 In un primo momento il vescovo non volle credervi, poi, però, vista l’insistenza  di Juan Diego, gli disse di chiedere un segno alla Madonna. Il 12 dicembre la Vergine apparve di nuovo e fece raccogliere al veggente delle rose “di Castiglia”, che non fioriscono nella stagione invernale. Giunto all’episcopato, nell’istante in cui l’indio aprì il suo mantello per porgere al presule i fiori, si rese visibile  l’immagine della Santa Vergine impressa sulla tilma (il mantello). Di fronte a tale prodigio il Vescovo cadde in ginocchio e con lui tutti i presenti.

 La mattina dopo, Juan Diego lo accompagnò al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna voleva che si innalzasse il tempio.

 L’immagine della Vergine, collocata nella cattedrale, divenne presto oggetto di un’ardente devozione popolare che si è protratta fino ai nostri giorni.

MADONNA DI GUADALUPE

 

Il mantello della Vergine di Guadalupe
 
E' veramente incredibile quello che la scienza ha scoperto su questa tilma, che avrebbe dovuto distruggersi dopo 20/30 anni!

 1. Studi oftalmologici realizzati sugli Occhi di Maria hanno scoperto che avvicinando loro la luce, la retina si contrae e ritirando la luce, torna a dilatarsi, esattamente come accade a un occhio vivo.

 2. La temperatura della fibra di maguey (ricavata da una pianta) con cui è costruito il mantello mantiene una temperatura costante di 36.6 gradi, la stessa di una persona viva.

 3. Uno dei medici che analizzò il manto collocò il suo stetoscopio sotto il nastro con fiocchi che Maria ha intorno alla vita (segnale che è incinta) e ascoltò battiti che si ripetevano ritmicamente, contò 115 pulsazioni al minuto, come per un bebè nel ventre materno.

 4. Non si è scoperto nessun tratto di pittura sulla tela.  In realtà, a una distanza di 10 centimetri dall'immagine, si vede solo la tela cruda: i colori scompaiono. Studi scientifici non riescono a scoprire l’origine della colorazione che forma l’immagine, né la forma in cui la stessa è stata dipinta. Non si riscontrano tracce di pennellate né di altra tecnica conosciuta. Gli scienziati della NASA affermarono che il materiale che origina i colori non è nessuno degli elementi conosciuti sulla Terra.

 5. Si è fatto passare un raggio laser lateralmente sopra la tela, e si è evidenziato che la colorazione non è né al dritto né al rovescio, ma che i colori fluttuano a una distanza di tre decimi di millimetro sopra il tessuto, senza toccarlo. I colori fluttuano nell’aria, sopra la superficie del Mantello. 

 Ti sembra sorprendente? Allora sorprenditi ancor più con queste altre scoperte:

 6. La fibra di maguey che costituisce la tela dell'immagine, non può durare più di 20 o 30 anni.  Vari secoli fa si dipinse una replica dell’immagine su una tela di fibra di maguey simile, e la stessa si disintegrò dopo alcuni decenni. Mentre, a quasi 500 anni dal miracolo, l’immagine di Maria continua a essere perfetta come il primo giorno. La scienza non si spiega l’origine dell’incorruttibilità della tela.

 7. Nell’anno 1791 si rovescia accidentalmente acido muriatico sul lato superiore destro della tela. In un lasso di 30 giorni, senza nessun trattamento, si ricostituì miracolosamente il tessuto danneggiato.

 8. Le stelle visibili nel Manto di Maria riflettono l’esatta configurazione e posizione del cielo che il Messico presentava nel giorno in cui avvenne il miracolo.

 9. All’inizio del secolo XX, un uomo nascose una bomba ad alto potenziale in un arredo floreale, che collocò ai piedi della Tela. L’esplosione distrusse tutto ciò che era intorno, meno la Tela, che rimase in perfetto stato di conservazione.

 10. La scienza scoprì che gli occhi di Maria possiedono i tre effetti di refrazione dell’immagine di un occhio umano.

 11. Nelle pupille di Maria (di soli 7,8 mm) si sono scoperte minute immagini umane, che nessun artista avrebbe mai potuto dipingere. Sono due scene e si ripetono in tutte e due gli occhi. L’immagine del vescovo Zumárraga negli occhi di Maria fu ingrandita mediante tecnologia digitale, e ha rivelato che nei suoi occhi è ritratta l’immagine dell’indio Juan Diego, che apre la sua Tilma davanti al vescovo. La misura di questa immagine? - la quarta parte di un milionesimo di millimetro.

 È evidente che tutti questi fatti inspiegabili ci siano stati dati per una ragione: volevano catturare la nostra attenzione. Per finire considera tre fatti in più:

  1. "Guadalupe" significa nell’idioma indigeno: “schiaccia la testa al serpente". È appunto la Bibbia nella Genesi 3,15: Maria, vincitrice del maligno.

 2. L’immagine è una pittura identica al dettaglio dell’Apocalisse al capitolo12: "apparve nel cielo un grande segnale, una donna avvolta nel sole, con la luna sotto i suoi piedi.”

 3. La Vergine ha un nastro con dei fiocchi sul ventre, è “incinta“ per indicare che Dio vuole che Gesù nasca in America, nel cuore di ogni Americano.

  Preghiera alla Beata Vergine di Guadalupe

pronunciata il 23 gennaio 1999 da Giovanni Paolo II
nell'omelia della S. Messa per la conclusione del Sinodo dei Vescovi  per l'America.

 Desidero affidare e offrire il futuro del Continente a Maria Santissima, Madre di Cristo e della Chiesa. Sono quindi lieto di annunciare che ho stabilito che il giorno 12 dicembre in tutta l'America si celebri la Vergine Maria di Guadalupe con il rango liturgico di festa.

 Benedetta Vergine di Guadalupe,

 Ti chiedo a nome di tutti i miei fratelli del mondo, di benedirci e proteggerci. 

Dacci una prova del tuo amore e bontà e ricevi le nostre preghiere e orazioni.

 Oh Purissima Vergine di Guadalupe! Ottieni da tuo figlio il perdono dei miei errori, 

benedizione per il mio lavoro, rimedi per le mie infermità e necessità,
e tutto ciò che credi conveniente chiedere per la mia famiglia.

 Oh Santa Madre di Dio, non deludere le suppliche che t’indirizziamo nelle nostre necessità.

Da uno scritto di p. Enzo Scaduti 

 

 INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco:  Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen 

Domenica, 22 Dicembre 2013 13:39

IL NATALE E LA DIVINA MISERICORDIA

Scritto da

Siate lieti nel cuore, Gesù Bambino viene per noi tutti. Accogliamolo al suono della cornamusa e con i canti del Natale.

PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO
GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.

23 DICEMBRE 2013 ore 20 30
25 dicembre: Santo Natale
26 dicembre: Santo Stefano, primo martire
27 dicembre: San Giovanni apostolo e evangelista
28 dicembre: Santi Innocenti martiri

LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È GRANDE, ETERNA È LA SUA MISERICORDIA
Chi pratica la misericordia non teme la morte!

PROSEGUIAMO NELLA NOVENA DEL SANTO NATALE

Michele Cappellazzo con la sua cornamusa celtica ci accompagna nelle bellissime cantate del Natale

cornamusa nellarte

Cornamusa celtica in un dipinto rinascimentale

TU SCENDI DALLE STELLE
(Testo e musica di sant'Alfonso Maria de' Liguori)

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (x2)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar. O Dio Beato!
Ah, quanto ti costò l'avermi amato! (x2)

A Te, che sei del mondo il creatore,
mancaron panni e fuoco, o mio Signore, (x2)
Caro eletto, Pargoletto,
quanto questa povertà più m'innamora:
giacché ti fece amor povero ancora. (x2)

Tu lasci il bel gioir del divin seno
per giungere a tremare su questo fieno, (x2)
Dolce amore del mio cuore,
dove amor ti trasporto? - O Gesù mio,
Perché un tal patir per amor mio? (x2)

Mara, ora, ci racconterà l'episodio soricamente accertato di un miracolo di Natale avvenuto in una scuola elementare in Ungheria durante la dittatura comunista, scritto da Maria Vinowska. L'episodio sarà riportato per esteso nel prossimo numero di questo blog.

INTENZIONI DI PREGHIERA (enunciate dalle persone partecipanti)
RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA (dettata dal Gesù Misericordioso a santa Faustina Kowalska)

PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)

"Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà" (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)


LETTERA DI PADRE LIVIO FANZAGA (direttore di Radio Maria)
Caro Gesù Bambino,
in questi giorni, in cui nella nostra società molti festeggiano il Natale senza sapere chi sia il festeggiato, da povero italiano non ho timore di rivolgermi a Te, ben sapendo che solo Tu sei in grado di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno. A chi infatti dovremmo chiederle se non a Te? Sei l'unico rimasto credibile in questo mondo, dove tutti promettono e nessuno mantiene. Non mi lascio ingannare dal modo umile e discreto con cui sei entrato in questo mondo. Apparentemente sei venuto a mani vuote, al freddo e al gelo di una grotta a stento riscaldata da un bue e un asinello. Deposto in una mangiatoia, non stavi meglio di tanti bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra verso le nostre contrade. Eri privo di tutto, ma avevi vicino a Te due persone meravigliose, come mai ce ne sono state: Tua madre Maria e il Tuo custode Giuseppe, che ti guardavano incantati, ben sapendo quale dono in quel momento il Cielo aveva fatto alla terra. Sei nato povero fra i poveri, bisognoso di tutto, ma hai arricchito il mondo con la Tua presenza. Venendo in mezzo a noi ci hai fatto il regalo più grande che potessimo desiderare. Tu, Bambino Gesù, sei la nostra luce, la nostra salvezza, la nostra pace. A Natale hai dato al mondo in regalo Te stesso. Lo ha annunciato l'angelo ai pastori assopiti, improvvisamente svegliati da una musica celestiale: "Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore".


Caro Gesù Bambino, sei Tu il regalo di Natale che vorrei chiedere in primo luogo per il mio paese, per questa Italia che ha regalato il presepe al mondo, ma che adesso lo proibisce negli asili e nelle scuole e che si mostra sempre più insofferente per tutto ciò che ti riguarda. Qualcosa di strano e di pericoloso sta succedendo da qualche tempo. Proprio nelle nazioni dove il Tuo Vangelo ha prodotto i frutti più belli di fede, di carità e di civiltà, è scesa una nebbia spessa che Ti copre e Ti oscura, come se la gente si fosse stancata di Te. Sono sempre meno le persone che Ti ricordano. Sono pochissimi quelli che sanno che il giorno di Natale è quello del Tuo compleanno. Quando vado al supermercato faccio fatica a trovare una scritta di "Buon Natale" da appendere sulla porta di casa. Pare che la nostra società Ti abbia privato del permesso di soggiorno. Non puoi immaginare quanto ci rimanga male. Tu forse ci sei abituato perché, da quando hai posto la Tua tenda in questo mondo, sei divenuto un perenne fuggiasco.
Non mi rassegno però al fatto che Tu te ne debba andare anche dalla nostra bella Italia. Mi chiedo che cosa saremmo senza di Te. Che cosa ne faremmo di decine di migliaia di chiese vuote, che verrebbero messe in vendita a prezzi stracciati, trasformate in moschee o in discoteche o addirittura rase al suolo per non pagare la tassa sul fabbricato? Che ne sarebbe delle nostre meravigliose opere d'arte, che tutto il mondo ci invidia, dove Tu e Tua Madre siete stati la scintilla che ha acceso il genio di innumerevoli pittori e scultori? Che ne sarebbe della nostra lingua e della nostra letteratura prive dell'anima cristiana che l'ha alimentate, facendo di esse un patrimonio inestimabile dell'umanità? Senza di Te, caro Gesù Bambino, la nostra Italia diventerebbe un cumulo di macerie, un deserto senza vita, infestato da serpenti e da scorpioni. Non te ne andare, Bambino Gesù. Ti diamo la cittadinanza italiana, Ti esentiamo dalle tasse, Ti procuriamo una casa e un lavoro, ma non te ne andare.
Vedo che non Ti lasci convincere. Vuoi qualcosa d'altro. Ho capito, non Ti interessano le nostre cose, ma i nostri cuori. In questo Natale vorresti trovare un posticino nel cuore di ogni italiano. In fondo che cosa ci costa? Dovremmo solo fare un po' di pulizia, tirare via il marcio, raccogliere la spazzatura e portare tutto in quel luogo benedetto dove il Tuo amore tutto brucia e consuma. Questo è ciò che desideri, ciò che chiedi, ciò che Ti aspetti da questa Italia che da due millenni ricolmi di doni. Vorresti che mettessimo da parte i pregiudizi, le cattiverie, le guerre che non ci stanchiamo di farTi da ormai da troppo tempo. Che cosa ci abbiamo guadagnato a mettere al Tuo posto Babbo Natale, a sostituire le pecore con le renne, a chiamare festa d'inverno la Tua venuta in mezzo a noi? Il bilancio è fallimentare. Siamo poveri e disperati. Ritorna Gesù Bambino. Senza di Te siamo perduti. Vieni con il tuo sorriso a ridarci la speranza. Porta la Tua famiglia in mezzo a noi, perché ci siamo dimenticati che cosa sia una famiglia. Porta la Tua pace nei nostri cuori senza pace.
Ti prego, lasciati convincere. Lo so bene che non siamo moltissimi che desiderano la Tua venuta. Anche oggi, come al tempo di Erode, quelli che abitano nei palazzi Ti hanno in antipatia. Lo sanno che Tu sei un rubacuori e sono invidiosi. Ma anche fuori dai palazzi già si preparano a trasformare il Tuo Natale in una festa di carnevale.

Cerca di accontentarTi, come già facesti a Betlemme con pochi pastori che Ti adoravano estasiati. Ci saranno anche quest'anno, Te lo promettiamo. Al suono delle campane correremo alla Messa di mezzanotte, perché Tu nasca nel nostro cuore. Prima di chiudere questa letterina, forse un po' impertinente, Ti vorrei ricordare che in Italia c'è il Tuo Vicario, il Vescovo di Roma. È un tipo forte e paterno, pieno di bontà e di misericordia. La gente lo ama e lo ascolta volentieri. Mi ricorda il Tuo padre putativo, San Giuseppe. È un motivo in più perché Tu resti fra noi, in questa Italia che con Te è una Regina, senza di Te una bandiera sgualcita.

Buon Natale
Padre Livio


IN PROCESSIONE ANDIAMO DAL BAMBINO GESÙ PER LA CORONCINA IN SUO ONORE CANTANDO VENITE FEDELI ACCOMPAGNATI DAL SUONO DELLA CORNAMUSA DI MICHELE

gesù bambino di betlemme

Questa statua del Gesù Bambino proviene da Betlemme e porta in un reliquiario alcune schegge della roccia della grotta dove Gesù è nato.

VENITE FEDELI
Venite, fedeli, l'angelo ci invita!
Venite, venite a Betlemme:
Nasce per noi Cristo salvatore.
VENITE, ADORIAMO! VENITE, ADORIAMO!
VENITE, ADORIAMO IL SIGNORE GESU'!

La luce del mondo brilla in una grotta.
La fede ci guida a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
La notte risplende, tutto il mondo attende.
Seguiamo i pastori a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
Il figlio di Dio, re dell'universo
si è fatto bambino a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
"Sia gloria nei cieli, pace sulla terra!",
un angelo annuncia a Betlemme.
Nasce per noi Cristo salvatore. Rit.
Venite, fedeli, inneggiando lieti,
venite, venite in Betlehem.
Nato è per noi il Signor dei cieli. Rit.


CORONCINA A GESU' BAMBINO
Nel nome del Padre e, del Figlio e, dello Spirito Santo. Amen.
O Gesù, bambino dolcissimo, che, dal seno del Padre scendesti per nostra salvezza nel seno di Maria Vergine, dove, concepito di Spirito Santo, divenisti Verbo incarnato, fa' che noi, umili di spirito, godiamo il frutto della tua redenzione.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, per mezzo di Maria Vergine visitasti santa Elisabetta e santificasti sin dal seno di sua madre il tuo precursore Giovanni Battista, santifica le nostre anime col pregiatissimo tesoro della tua santa grazia.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, nato in Betlemme da Maria Vergine, fosti avvolto in poveri panni, adagiato nel presepio glorificato dagli angeli e visitato dai pastori, fa' che il nostro cuore sia degno di riceverti bambino e di adorarti redentore.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, manifestato da una stella ai re Magi, ricevesti da essi in dono oro, incenso e mirra, gui¬daci per la vera e sicura via del tuo santo servizio.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi
O Gesù, bambino dolcissimo, che, dopo otto giorni fosti circonciso, chiamato col glorioso nome di Gesù e nel nome e nel sangue preconizzato Salvatore del mondo, libera le nostre menti da ogni desiderio impuro e da ogni vizio.
Ave Maria...
Vieni; Signore Gesù! Resta con noi

Invocazione finale: Gesù Bambino stammi vicino, guidami tu nel mio cammino.

INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE con la formula di san Francesco:
Il Signore ci benedica e ci custodisca, mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi. Rivolga il suo volto verso di noi e ci dia pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen.

LOGO CUSTODIALE
Logo della Custodia Francescana di Terra Santa. I frati di san Francesco da quasi 800 anni sono lì a ricevere i pellegrini da tutto il mondo, soprattutto a Betlemme, dove a lato della Basilica della Natività c'è anche la famosa Grotta del Latte.

Venerdì, 06 Dicembre 2013 16:18

BUON NATALE. UN AUGURIO CORALE.

Scritto da

A tutte le persone amiche e amabili che visitano il mio sito e che mi confortano con i loro apprezzamenti, un augurio natalizio veramente speciale. Gianfranco

TU
CHE
NE DICI,
O SIGNORE,
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO
UN BELL'ALBERO
DENTRO IL MIO CUORE
E CI ATTACCO, INVECE DEl
REGALI, l NOMI DI TUTTI l MIEI
AMICI? GLI AMICI LONTANI E VICINI,
GLI ANTICHI E I NUOVI, QUELLI CHE VEDO
TUTTI I GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO,
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE, ALLE
VOLTE, RESTANO DIMENTICATI, QUELLI COSTANTI E
QUELLI INTERMITTENTI, QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E QUELLI
DELLE ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, HO FATTO
SOFFRIRE, QUELLI CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI QUALI
CONOSCO SOLO LE APPARENZE. QUELLI CHE MI DEVONO POCO E QUELLI
AI QUALI DEVO MOLTO, I MIEI AMICI SEMPLICI E I MIEI AMICI IMPORTANTI
I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIÀ PASSATI NELLA MIA VITA.
UN ALBERO CON RADICI MOLTO
PROFONDE. PERCHE' I LORO
NOMI NON ESCANO MAI DAL MIO
CUORE. UN ALBERO DAI RAMI
MOLTO GRANDI, PERCHÉ I
NUOVI NOMI VENUTI DA TUTTO
IL MONDO SI UNISCANO AI GIÀ
ESISTENTI. UN ALBERO CON
UN'OMBRA MOLTO GRADEVOLE
PERCHÉ LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO
DURANTE LE LOTTE DELLA VITA

Devozione al Bambin Gesù                         ADORAZIONE DEI PASTORI di Matthias Stomer 1600-1650

Bambino Gesù, provienente da Betlemme. Porta              Adorazione dei pastori di Matthias Stomer

al collo un reliquiario con le schegge della roccia          (1600 - 1650) Aula del Consiglio Comunale di

della Grotta della Natività.                                            Monreale (Palermo) 

 

 

ANNO DELLA FEDE                      SANTA FAUSTINA E IL GESù MISERICORDIOSO

logo dell'anno della Fede                      Santa Faustina col Gesù Misericordioso

Domenica 17 novembre si sono verificati tre momenti provvidenziali che sono importanti da evidenziare. Tre eventi assolutamente non prevedibili all'inizio, e che a fine giornata hanno permesso di fare delle riflessioni che ora mi accingo a descrivere, e che mi auguro possano essere condivise nella loro rilevanza pastorale dalle persone coinvolte nelle esperienze di fede vissuta.

Presso l'imponente struttura dei Salesiani della Gazzera a Mestre, si è tenuta la giornata di riflessione al termine dell'Anno della Fede proclamato dal papa Benedetto XVI. Organizzata dagli amici del gruppo di devozione alla Divina Misericordia della comunità di Olmo-Martellago, ha visto la partecipazione vivace di oltre un centinaio di fedeli, alcuni provenienti anche dai confini regionali.
La meditazione è stata guidata da don Daniele Panzeri, della Famiglia religiosa di san Luigi Orione, sui quattro pilastri teologico-pastorali dell'enciclica Lumen Fidei, scritta insieme da papa Francesco e papa Benedetto XVI.
Don Daniele ha esordito ricordando come domenica 24 novembre, festa solenne di Cristo Re dell'Universo, a conclusione dell'anno della Fede, papa Francesco avrebbe solennemente esposte, per la prima volta, e venerate, le reliquie di san Pietro Apostolo, primo Papa della storia della Chiesa. Tutto inizia da lì. Il cammino tracciato dagli apostoli con il loro martirio ha da sempre interrogato le coscienze degli uomini. Ma cos'è questa fede che comporta anche la morte violenta dei credenti? Ma perché ci sono uomini violenti che non sopportano la presenza di altri uomini che credono e amano Gesù Cristo Redentore? Ancora oggi, migliaia sono i martiri cristiani in tutto il mondo che vengono assassinati a causa della loro fede.
Ecco il primo invito di don Daniele: rifarsi alle tre encicliche, Deus Caritas est (Dio è Amore) e Spe salvi facti sumus (nella Speranza siamo stati salvati) del papa Benedetto XVI e la terza Lumen Fidei (la Luce della Fede) scritta a quattro mani da papa Benedetto e firmata da papa Francesco. Per riflettere sull'Anno della Fede che si sta concludendo, è utile il percorso a ritroso, giusto per rintracciare il filo rosso che permette di catturare il senso del nostro credere e del nostro essere cristiani.
La Fede è un avvenimento nella vita degli uomini, non è una posizione della mente umana. Il percorso inizia da Dio creatore che si immerge nella storia dell'umanità, una storia sempre ricca di battaglie, di lotte tra Dio e l'idolatria dei popoli, idoli costruiti e opera delle mani dell'uomo.
Ecco il sentiero maestro: la Fede si incarna nella storia e va vissuta come Dio ce l'ha data, mentre il mondo si ribella all'inserimento della Fede nella vita dell'uomo, perché la Fede deve riguardare tutti gli aspetti della vita nella quotidianità. Questo fatto mette in crisi tutti gli intellettuali e i teologi del progressismo adolescenziale, che vorrebbero una fede prêt à porter a loro uso e consumo, una fede qualunque, qualunque dio va bene purché non metta in crisi le scelte quotidiane e soprattutto non si metta in testa di contestare i costumi e le abitudini delle persone.
Purtroppo per loro, la Fede, quella proclamata e rivelata da Gesù, deve riguardare tutta la vita nella sua quotidianità, tutte le scelte, tutte le azioni.
Nella Bibbia gli eventi che hanno segnato la storia del popolo ebraico venivano ricordati con dei cumuli di sassi o con degli altari, giusto per fare memoria della presenza di Dio nella loro vita.
E noi, nella nostra vita, quanti sassi abbiamo messo insieme, quanti altari abbiamo eretto per ricordare i nostri incontri e i nostri scontri, con la rivelazione di Dio?
Ecco la Fede!

MORAGLIA E LA MIA DOMANDA PER IL SITO

Il Patriarca Moraglia ascolta le domande

La Fede che diventa esperienza vissuta dell'incontro con il Cristo, consapevoli che in Lui abbiamo ricevuto una nuova vita da sperimentare. La Fede è paragonata alla luce: LUMEN FIDEI, e Cristo è luce del mondo e tutto questo è solo grazia di Dio.
La Fede è lasciare che Gesù entri nella nostra vita, che lo Spirito Santo illumini il nostro cammino.
Il pellegrinaggio dell'uomo sulla terra è un cammino verso il Paradiso, anche il popolo che usciva dall'Egitto andava verso la terra promessa da Dio a Mosé. Il popolo aveva bisogno della guida, dell'autorità cui Dio aveva dato il potere di fare da mediatore affinché non si disperdesse nel deserto.
Così Gesù è venuto a fare da mediatore e ha istituito la Chiesa, e ha dato autorità alla Chiesa così fondata sugli apostoli di guidare il popolo.
Allora, l'esperienza di Fede viene fatta mediante e grazie alla Chiesa. Noi crediamo la Chiesa come luogo della presenza di Cristo salvatore.
La Fede si mantiene nella Chiesa, con Cristo, in Cristo e per Cristo. Ecco, allora, un altro sasso su cui segnare il nostro sentiero: la Fede è sì un fatto personale, ma va vissuta nella comunità ecclesiale.
La Chiesa educa a essere persone con pari dignità e non semplici soggetti, e ogni comunità cristiana deve diventare scuola di comunione. Quante volte Papa Francesco ha sollecitato tutti i credenti a diventare testimoni di questa comunione con Gesù!
La Fede, allora, come risulta evidente è un evento molto semplice nella sua sostanza: l'incontro con Gesù cambia la vita, muta le coordinate esistenziali con le quali ciascuno di noi tenta di dare un senso al proprio cammino su questa terra. Il nostro Esodo verso il Paradiso ha una guida magistrale: Gesù e la sua Chiesa.
Per darci forza e convinzione per camminare su quel percorso, arduo e accidentato, conoscendo la fragilità del cuore dell'uomo, ecco la bontà di Dio che manda suo Figlio Gesù per proporre a tutti la salvezza e per questo ci comunica la sua Divina Misericordia.
L'incontro è proseguito con la celebrazione della Santa Messa da parte di don Daniele, che ha proseguito la sua catechesi durante l'omelia, tanto bella quanto profonda, soprattutto quando, riguardo al Vangelo del giorno, ha messo in guardia a non lasciarsi ingannare dai vari "santoni" che ormai pullulano nei nostri territori, dai vari gruppi di preghiera che fomentano il sensazionalismo dei fenomeni "religiosi" in modo da creare dipendenze psicologiche, e ha ribadito che l'unica strada da percorrere è l'invito di Gesù a dare testimonianza della Sua Parola. La liturgia è stata allietata dai gioiosi canti del Rinnovamento carismatico accompagnati da due bravi musicisti, Giovanni alla chitarra elettrica e Gianni ai bonghi.

MORAGLIA DON DANIELE E ME PER IL SITO

 

Il Patriarca mons. Moraglia con don Daniele che ascolta l'intervista

In quella stessa domenica e in quella stessa struttura salesiana era presente anche il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, per l'incontro con le famiglie giovani del patriarcato di Venezia. L'occasione era troppo importante per non tentare di invitarlo a dare un saluto a tutti i partecipanti all'incontro dei devoti della Divina Misericordia. La Provvidenza ci ha aiutato e durante il pranzo comunitario mons. Moraglia ben volentieri si è fermato in mensa per un saluto, e bellissima è stata la sua riflessione sulla Divina Misericordia, in particolare ha sottolineato come oggi la Chiesa abbia bisogno della Divina Misericordia, essendo visibili i segni di disorientamento esistenti. Significativa la confidenza sul fatto che lui e le due suore che lo accudiscono, ogni giorno alle ore 15 si trovano nella cappellina privata per la recita della Coroncina che Gesù ha dettata a suor Faustina Kowalska. Per noi, legati a quella devozione, è stata una grande consolazione ascoltare dalle parole di un vescovo una tale confidenza, e ancor più ci ha rafforzati nella nostra intuizione maturata ancora tre anni fa e che ci vede riuniti tutti i lunedì sera alle 20.30 nella nostra bella chiesa parrocchiale in quel di Olmo-Martellago, proprio nei pressi della sede patriarcale di Terraferma a Zelarino.

MONS. MORAGLIA

 L'ultima momento provvidenziale l'abbiamo appreso dalle agenzie di stampa alla sera, quando è stato dato il resoconto dell'Angelus recitato in piazza San Pietro da Papa Francesco.

A mezzogiorno, il Papa, aveva promosso la distribuzione della corona del Rosario e della preghiera della Coroncina della Divina Misericordia, in una confezione tipica di un farmaco: LA MISERICORDINA, invitando tutti i fedeli a prenderne una dose al giorno.
Ovvero, suggerendo come la preghiera alla Divina Misericordia sia di enorme rilevanza per la salute personale e per quella della Chiesa.
Come non riflettere su queste tre coincidenze provvidenziali!

MISERICORDINA

La Misericordina distribuita da Papa Francesco

Domenica, 18 Agosto 2013 18:05

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE E SANT'ELENA

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PARROCCHIA DELL'ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO

GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA

19 Agosto 2013

NELLE NOSTRE DEVOZIONI RITENIAMO MOLTO UTILE, PER LA NOSTRA FEDE, ILLUSTRARE CON ESEMPI STORICAMENTE FONDATI, QUALI POSSANO ESSERE I RIFLESSI ESISTENZIALI DI QUESTA NOSTRA RELIGIONE CATTOLICA.

Così oggi, facciamo memoria di alcune figure straordinarie di santità.

18 Agosto santa Elena, madre dell’imperatore romano Costantino. (247 – 328). Questa grande santa viene ricordata dalla Chiesa come colei che recuperò la Croce sulla quale Cristo fu crocifisso a Gerusalemme. Una parte della Santa Croce fu inviata a Roma a suo figlio Costantino che fece costruire la bellissima chiesa della Santa Croce di Gerusalemme. In questa chiesa (chiamata Basilica Eleniana) si venerano le spoglie della bambina, futura beata, Antonietta Meo, detta Nennolina.

CHIESA DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME                             Nennolina seduta

La Basilica Eleniana che custodisce la reliquia della                             Antonietta Meo, detta Nennolina,

Croce di Cristo                                                                                                    sepolta nella Basilica Eleniana

Il valore della sofferenza

Antonietta Meo, detta Nennolina (Roma 15 dic 1930 – Roma  3 lug 1937). Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria.

Data la sua giovanissima età, Nennolina ha dato prova di una comprensione, di un amore della sofferenza redentrice inspiegabili senza riconoscere l’intervento di grazie straordinarie. Ha intuito che ognuno può e deve compiere in sé ciò che manca alle sofferenze di Cristo per la salvezza della anime.
Vedeva la sofferenza in un modo suo personale, come una "ricompensa" a Gesù per tutte le sue sofferenze. Intuisce che le sue avrebbero potuto attenuare quelle di Lui che continua a soffrire non nel suo corpo fisico, ma nel suo corpo mistico, nei campi di guerra, nelle tante forme in cui gli uomini peccano e soffrono.
"Sai mamma ? ho offerto la mia gambina a Gesù per la conversione dei poveri peccatori e perché siano benedetti i soldati che stanno in Africa".
Al padre: "Il dolore è come la stoffa: più è forte più ha valore".
Alla madre: " Quando si sente male, si sta zitti e si offre a Gesù per un peccatore" Gesù ha sofferto tanto per noi e non aveva peccato: era Dio. E vorremmo lamentarci noi, che siamo peccatori e sempre lo offendiamo?" .
Al suo direttore spirituale: "Per un momentino solo, mi corico sulla ferita perché in quel momento posso offrire più dolore a Gesù".
A chiunque le domandava "Come stai?" rispondeva: "Sto bene!".
Non vuole che si preghi per la sua guarigione ma perché si faccia la volontà di Dio: "Voglio stare con Lui sulla croce perché Gli voglio tanto bene
". Le sue spoglie sono venerate nella Basilica Eleniana in Roma, a poca distanza dalla Basilica di San Giovanni in Laterano.

 

Riflessione su san Massimiliano Maria Kolbe, fondatore della Milizia dell’Immacolata.  (8.1.1894 – 14.8.1941). Francescano conventuale.

Le due corone di Massimiliano. Così ricordò la madre di Massimiliano, Maria Dabrowska: “Ho sempre saputo che padre Massimiliano sarebbe morto martire, grazie a un evento straordinario avvenuto nella sua fanciullezza. Una volta fece qualcosa che non mi piacque e gli dissi: “Piccolo mio, non so cosa ne sarà di te”. Poi non ci feci più caso a quello che avevo detto. Mi accorsi ben presto che mio figlio stava cambiando. In casa avevamo un piccolo  altare nascosto, dove spesso lui si rifugiava. Era sempre raccolto, serio e pregava con le lacrime agli occhi. Un giorno gli domandai: “Cosa c’è che non va?”. Lui tutto tremate mi disse: “Quando mi hai detto: cosa ne sarà di te?, ho pregato ardentemente la Madonna di dirmi cosa ne sarebbe stato di me. La Vergine Madre mi è apparsa tenendo in mano due corone, una bianca e una rossa. Mi ha guardato con amore e mi ha chiesto se le volevo. Quella bianca significava che avrei perseverato nella purezza e quella rossa che sarei stato un martire. Ho risposto di sì che le volevo. Allora la Vergine mi ha guardato teneramente ed è scomparsa”. Ne era sempre compreso, e, in ogni occasione, accennava col viso raggiante alla sua desiderata morte di martire. E così io vi ero preparata, come la Madonna dopo la profezia di Simeone ….”

 MASSIMILIANO KOLBE A AUSCHWITZ    Massimiliano Maria Kolbe, morto martire nel campo di sterminio Auschwitz

 

SPIRITO SANTO SOFFIO DI VITA

Spirito Santo soffio di vita, Spirito Santo soffio di fuoco,

Spirito Santo consolator, scendi su di noi.

Vieni o Spirito  tra noi, abita nei cuor

Vieni o Spirito d’amor, noi ti attendiam.  RIT:

Spirito di santità, Spirito di verità,

Spirito di carità, scendi su di noi.  RIT.

Crea un cuore nuovo in noi che possiam bruciare per te,

il Tuo Spirito d’amor scenda su di noi.  RIT.


INTENZIONI DA ENUNCIARE PUBBLICAMENTE

UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO PER LE INTENZIONI PERSONALI

 

CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)

 “Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà” (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)

 PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia, fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen .

 

ANDRÒ A VEDERLA UN DÌ

Andrò a vederla un dì

in cielo patria mia;

andrò a veder Maria

mia gioia e mio amor.

RIT. Al ciel, al ciel, al ciel

andrò a vederla un dì

Al ciel, al ciel, al ciel

andrò a vederla un dì

Andrò a vederla un dì

è il grido di speranza

che infondemi costanza

nel viaggio e fra i dolor. RIT.

Andrò a vederla un dì

lasciando quest'esilio;

le poserò qual figlio,

il capo sopra il cor. RIT.

Andrò a vederla un dì

le andrò vicino al trono

ad ottenere in dono

un serto di splendor. RIT.

 

Lunedì, 12 Agosto 2013 16:11

COME NASCE IL DOGMA DELL'ASSUNTA

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COME NASCE IL DOGMA DELL’ASSUNTA

Conoscere la Storia aiuta a capire i fatti che si sono verificati. In questa breve devozione prendiamo in considerazione come la Vergine della Rivelazione si sia manifestata a Roma, a Bruno Cornacchiola e ai suoi tre figli.

Bruno aveva partecipato giovanissimo, come volontario, alla guerra di Spagna, militando dalla parte dei marxisti. Lì aveva conosciuto un protestante tedesco che gli aveva inculcato un odio feroce per il Papa e il cattolicesimo. Così, nel 1938, mentre si trovava a Toledo, comprò un pugnale e sulla lama incise: «A morte il Papa!». Ritornato a Roma nel 1939 si fece “battista” (setta protestante) e successivamente entrò nella setta fondamentalista protestante degli “avventisti del settimo giorno”, che propugnano un odio viscerale contro tutto ciò che è proclamato dalla Chiesa Cattolica, compresa un’avversione particolare contro la Madonna.

Un cenno a ciò che avvenne viene dato tra poche righe, quello che è straordinario è mettere in evidenza, e su questo siamo invitati a meditare, come la Madonna scelga le persone più incredibili, a volte, per manifestare la sua tenerezza di madre per la Chiesa e per l’umanità, che sempre più si allontana dalla fede e dal magistero della Chiesa stessa.

Chi desideri approfondire l’evento storico, si colleghi al sito:

 http://www.madonnadelletrefontane.it

Le persone devote del Sacro Cuore di Gesù, troveranno nella storia di quest’uomo un fatto prodigioso collegato ai primi nove venerdì del mese. Un motivo in più per approfondire gli eventi miracolosi delle Tre Fontane.

MADONNA DELLE TRE FONTANE 2  La Vergine della Rivelazione delle Tre Fontane

 

PARROCCHIA DELL’ANNUNCIAZIONE IN OLMO DI MARTELLAGO

GRUPPO DI DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA.

12 Agosto 2013 ore 20 30  

12 Agosto santa Francesca Giovanna de Chantal (Digione, Francia, 1572 - Moulins, Francia, 13 dicembre 1641) La vita di Giovanna Frémiot è legata indissolubilmente alla figura di Francesco di Sales, suo direttore e guida spirituale, e di cui fu seguace e al tempo stesso ispiratrice e collaboratrice. Nata a Digione nel 1572, a vent'anni sposò il barone de Chantal, da cui ebbe numerosi figli. Rimasta vedova, avvertì sempre di più il desiderio di ritirarsi dal mondo e di consacrarsi a Dio. Sotto la guida di Francesco di Sales, diede vita a una nuova fondazione intitolata alla Visitazione e destinata all'assistenza dei malati. L'Istituto si diffuse rapidamente nella Savoia e nella Francia. Ben presto seguirono Giovanna, diventata suor Francesca, numerose ragazze, le Visitandine, come erano chiamate e universalmente note le suore dell'Isituto. Prima della sua morte, avvenuta a Moulins il 13 dicembre del 1641, le case della Visitazione erano 75, quasi tutte fondate da lei. È sepolta nella chiesa della Visitazione ad Annecy insieme a san Francesco di Sales.

Tra le più note figlie dell'Ordine religioso da lei fondato è la mistica del Sacro Cuore di GesùMargherita Maria Alacoquevisitandina del monastero di Paray-le-Monial.

14 agosto, san Massimiliano Maria Kolbe  (8.1.1894 – 14.8.1941) Frate francescano conventuale, innamorato della Madonna, fondò la Milizia dell’Immacolata.  Massimiliano fu beatificato il 17 ottobre 1971 da papa Paolo VI e canonizzato il 10 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II, suo conterraneo. Il giorno della canonizzazione, papa Wojtyła nell'omelia lo definì «santo martire, patrono speciale per i nostri difficili tempi, patrono del nostro difficile secolo» e «martire della carità». Alla cerimonia era presente anche Francesco Gajowniczek, l'uomo che aveva salvato dalla morte nel campo di concentramento.

15 agosto, solennità della Assunzione della Beata vergine Maria, finalmente il1° novembre 1950 Papa Pio XII dà la solenne proclamazione: “dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Pochi anni prima, 12 aprile 1947, la Madonna era apparsa a Bruno Cornacchiola presso l’abbazia trappista delle Tre Fontane e gli aveva detto: «Il mio corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso...». Con queste parole Maria si presentava anche come Assunta in Cielo in anima e corpo.


VIENI SPIRITO SANTO VIENI

Vieni, Spirito Santo, vieni,
soffio di vita, vieni,
Spirito Santo, vieni.

IN TE RINASCERÒ DALL'ALTO,
NELLE TUE MANI COME IL VENTO
CHE SOFFIA DOVE VUOLE MA NON SO
DI DOVE VIENE E DOVE VA.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
dentro al mio cuore, vieni,
Spirito Santo, vieni.        Rit.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
sulla Parrocchia, Vieni,
Spirito Santo, vieni.        Rit.

Vieni, Spirito Santo, vieni,
sulla tu chiesa, vieni,
Spirito Santo, vieni.       (SULLA FAMIGLIA)  (SUI NOSTRI FIGLI)  (SUGLI AMMALATI)   (SUI SOFFERENTI) (SUI SACERDOTI)

 

INTENZIONI DA ENUNCIARE PUBBLICAMENTE

UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO PER LE INTENZIONI PERSONALI

 CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 PREGHIERA DI GUARIGIONE (da recitare in particolare dopo la Comunione eucaristica)

 “Gesù, il Tuo sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, e il Tuo corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte, se è la Tua santa volontà” (dal Diario di Santa Faustina Kowalska, pag. 376)

UOMO DI GALILEA (SG)

Uomo di Galilea, che passando vai, Uomo di Galilea che passando vai

Uomo di Galilea, che passando vai, Uomo di Galilea che passando vai

Ti prego di guardarmi,   Ti prego di guardarmi,   Ti prego di guardarmi, e guarito io sarò   (2 volte)

Ti prego di toccarmi...

Ti prego di perdonarmi.

PAUSA DI MEDITAZIONE PERSONALE

Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia, fa' che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen .

 

Dell'aurora tu sorgi più bella

Dall'aurora Tu sorgi più bella,

coi tuoi raggi fai lieta la terra,

e fra gli astri che il cielo rinserra,

non v'è stella più bella di Te.                        

RIT. Bella tu sei qual sole,

bianca più della luna;

e le stelle più belle

non son belle al par di Te. (bis)

T'incoronano dodici stelle,

ai tuoi piedi hai l'ali del vento,

e la luna si curva d'argento;

il tuo manto ha il colore del ciel.                   RIT.

 Gli occhi tuoi son più belli del mare,

la tua fronte ha il colore del giglio,

le tue gote baciate dal Figlio

son due rose e le labbra son fior.      RIT.

 SANTUARIO DELLE TRE FONTANE Il santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane


 

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