Mercoledì, Maggio 22, 2019

 

ENNEAGRAMMA E PERSONALITÀ. DAI MISTICI ALLA PNL.

Come sempre quando ci si inoltra in uno studio di natura antropologica si devono fare i conti con aspetti a volte contradditori connessi alle diverse visioni dell’uomo e sulle sue relazioni con il divino.
Anche in questo caso, nello studio dell’Enneagramma, è necessario ripercorrere la genesi di questo strumento di conoscenza dell’uomo e dei vari aspetti delle personalità o caratteri che lo identificano. Secondo le fonti più attendibili lo studio dell’Enneagramma si fa risalire alla dimensione mistica dell’uomo sviluppata oltre mille anni fa dai filosofi persiani che avevano intuito attraverso lo studio del pensiero islamico la natura più profonda, e più vera, dell’uomo. Senza entrare nel merito storico, non è questa la sede, si ritiene che nella corrente mistica del Sufismo sia nata questa stupenda esperienza nella conoscenza delle diverse personalità degli uomini e la correlata necessità di studiarne la classificazione in tipi strutturalmente diversi, con lo scopo di poter guidare le persone in un cammino di autoconoscenza per facilitare l’incontro con la dimensione divina dell’uomo. Il sufismo come corrente filosofica originata dentro all’Islam aveva anche questo scopo.
La sua applicazione alla psicologia risale a metà del secolo scorso, grazie al lavoro di Oscar Ichazo(discepolo di Georges Gurdjieff e "maestro sufi di quarta via") e Claudio Naranjo.
Sempre dopo la metà del secolo scorso a seguito della scoperta delle leggi che governano i modelli comunicativi con la PNL (Programmazione Neurolinguistica), si sono ripresi gli studi su questo strumento fondamentale per la conoscenza dell’uomo, e a queste scoperte hanno grandemente contribuito, e continuano, le neuroscienze con l’eredità della fisica quantistica applicata alle discipline medico-biologiche-genetiche.

 

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CARATTERISTICHE PECULIARI DEI VARI ENNEATIPI

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COME SI COMPORTANO I VARI ENNEATIPI IN SITUAZIONI DI STRESS O DI COMFORT

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 SCHEMI RIASSUNTIVI DELLE CARATTERISTICHE PECULIARI DI COMUNICAZIONE DEI VARI ENNEATIPI.

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Nel grande gioco della comunicazione la PNL si inserisce con forza, come il tentativo di rendere le persone felici.

Si inizia così nel 1975 con il libro "LA STRUTTURA DELLA MAGIA" di Richard Bandler e John Grinder (edito in Italia da Astrolabio nel 1981).

Analizzare le strategie degli analisti di successo significava questo:"replicare uno standard per aiutare le persone a cambiare". Il cambiamento è possibile da adesso. Ecco perché l'Enneagramma, pur con tutti i suoi limiti, , ci insegna sempre qualcosa sull'Umanità, sul modo con il quale le persone ragionano e reagiscono. E' un modo per entrare nelle mappe mentali dei nostri interlocutori, ci aiuta nella gestione dei conflitti e anche nel miglioramento personale.

In fin dei conti è un modo per fare coaching a sé stessi e agli altri. E' un modo per voler bene all'Umanità e a noi stessi. Oltre la schematizzazione ci sono le persone, ci sono quelli che pensano di avere caratteristiche di ogni enneatipo, ci sono quelli a cui va tutto stretto, ci sono quelli che la prendono troppo sul personale.

Alla fine è come un gioco, il gioco della comunicazione, a cui tutti possono partecipare, imparando sempre qualcosa su noi stessi e sugli altri.

 

 

 

 

Martedì, 05 Marzo 2019 15:43

COME COMUNICHIAMO? IMPARIAMO A CONOSCERCI

Scritto da

PREMESSA.

Dopo le straordinarie scoperte fatte attorno agli anni '70 del secolo scorso dagli studiosi di comunicazione e che hanno posto le basi scientifiche della Programmazione Neurolinguistica (PNL), c'è stato tutto un fiorire di attività connesse a quelle intuizioni che continuano anche oggi con lo scopo di rendere sempre più facile e efficace il mettersi in relazione con gli altri. In particolare risulta di grande interesse comprendere quali sono i canali sensoriali che ciascuno di noi privilegia rispetto agli altri. Premesso che per semplicità vengono definiti solo 3 di questi canali: AUDITIVO, VISIVO, CENESTESICO, nel questionario riportato vengono riportate le risposte che per ciascuno di noi caratterizzano il nostro modo di mappare il mondo che ci circonda.

Per ulteriori informazioni rimando alle diapositive su questa cartella della conferenza: SEMINARIO SULLA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA.

 

TEST  ''COME PROCESSIAMO IL MONDO?''

Segnate la vostra risposta a queste domande


1) Che cosa vi piace di più?
a) ascoltare musica

b) guardare un film

c) andare a ballare

2) Quale tipo di programma televisivo preferite?
a) documentari

b) show, cabaret, comicità

c) notiziari

3) Parlando con un'altra persona.
a) la ascoltate con attenzione

b) la osservate

c) cercate di toccarla

4) Che cosa preferireste comprare?
a) una Jacuzzi

b) uno stereo

c) un televisore

5) Il sabato sera...
a) rimanete a casa

b) andate ad un concerto

c) andate al cinema

6) In che tipo dì esame ve la cavate meglio?
a) orale

b) scritto

c) orale e scritto assieme

7) Come vi orientate più facilmente?
a) usando una cartina

b) chiedendo informazioni

c) attraverso l'intuizione

8) Se andate in un posto solo per riposarci, preferite
a) pensare

b) passeggiare

c) riposare e basta

9) Che cosa vi lusinga di più?
a) che apprezzino il vostro aspetto

b) che vi tocchino

c) che apprezzino la vostra voce

10) Che ambiente vi attira di più?
a) un posto dal clima perfetto

b) un posto in cui si senta il rumore del mare

c) un posto con una vista splendida

 11) In che modo imparate più facilmente?

a) ripetendo ad alta voce

b) scrivendo i vari punti

c) associando l’argomento a qualcosa di divertente

12) A che cosa preferite partecipare?

a) ad un incontro sociale

b) ad una mostra di pittura

c) ad una conferenza

13) Su che cosa basate la vostra opinione su di un’altra persona?

a) sulla sincerità del tono di voce 

b) sul modo in cui vi stringe la mano

c) sul suo aspetto

14) Come vi considerate?

a) sportivi

b) intellettuali

c) sociali

15) Che tipo di film preferite?

a) i grandi classici

b) un film d’azione

c) un film d’amore

16) In che modo preferite rimanere in contatto con una persona?

a) per lettera o posta elettronica

b) prendendo insieme un caffè

c) per telefono

17) Con che affermazione vi identificate di più?

a) mi piace un’automobile di cui mi trovo bene alla guida

b) sento tutti i minimi rumori che fa la mia auto

c) la mia auto deve essere sempre pulitissima dentro e fuori

18) Come preferite passare il tempo col vostro partner?

a) conversando

b) accarezzandovi

c) guardando qualcosa insieme

19) Se non trovate le chiavi nella borsa, che cosa fate?

a) le cercate guardando dentro alla borsa

b) scuotete la borsa per sentire il suono

c) le cercate al tatto

20) Se dovete ricordare una cosa, lo fate …..

a) associandola a un’immagine

b) associandola a un’emozione

c) associandola a un suono

21) Se aveste il denaro necessario...
a) comprereste una casa che vi piace

b) viaggereste per vedere il mondo

c) acquistereste una casa discografica

22) Con che affermazione vi identificate di più?
a) riconosco le persone dalla voce

b) non riesco a ricordare i volti delle persone

c) riesco a ricordare la faccia, ma non il nome

23) Che cosa portereste con voi in un'isola deserta?
a) buoni libri

b) una radio a pile

c) cibo in scatola e dolciumi

24) Che cosa vi piace di più?
a) suonare uno strumento

b) scattare foto

c) attività manuali

25) Come vi vestite?
a) in modo impeccabile

b) in modo informale

c) in modo molto informale

26) Accendete un fuoco di notte. Vi piace soprattutto
a) il calore della fiamma e il cibo arrostito

b) il rumore della legna che arde

c) contemplare le fiamme e le stelle

27) In che modo capite meglio una cosa?
a) se ve la spiegano verbalmente

b) se vengono utilizzati dei mezzi visivi

c) se si impara attraverso un'attività pratica

28) Siete soprattutto...
a) molto intuitivi

b) buoni conversatori

c) buoni osservatori

29) Che cosa vi piace di più al mattino?
a) l'emozione di vivere un altro giorno

b) i colori del cielo

c) il canto degli uccelli

30) Se poteste scegliere, vorreste essere
a) un famoso medico

b) un famoso musicista

c) un famoso pittore

31) Scegliendo un vestito, la cosa più importante è
a) che si adatti a quello che farete

b) il colore

c) che sia comodo

32) Che cosa vi piace di più in una casa?
a) il silenzio

b) le comodità

c) l'ordine e la pulizia

33) Che cos'è più sexy?
a) la luce bassa
b) un profumo
c) una certa musica

34) Dove preferireste andare?
a) ad un concerto di musica classica

b) ad uno spettacolo dì magia

c) ad una fiera gastronomica

35) Che cosa vi attira di più in una persona?
a) il modo di fare

b) l'aspetto fisico

c) la conversazione

36) Facendo shopping, passate più tempo in
a) un supermercato

b) una profumeria

c) un negozio di dischi o una libreria

37) Come vorreste una serata romantica?
a) alla luce di una candela

b) conversando e ascoltando musica romantica

c) andando a cena nel vostro ristorante preferito

38) Viaggiare vi piace soprattutto per...
a) sperimentare tipi diversi di cucina

b) vedere posti nuovi

c) conoscere altri usi e modi di vita

39) In città, che cosa vi manca di più della campagna?
a) l'aria pulita e rinvigorente

b) il paesaggio

c) la tranquillità

40) Se vi venisse offerto, che lavoro accettereste?
a) direttore di un programma radiofonico

b) direttore di un club sportivo

c) direttore di una rivista

 

test PNL RISULTATI Ripristinato 1jpeg

Ora, una volta terminato il lavoro di classificazione delle risposte e riportato il loro numero, sull'ultima riga del TOTALE ognuno di noi può facilmente inquadrare il proprio profilo comunicativo, ovvero quale canale sensoriale prevale sugli altri due, e sulla base del risultato procedere ad altre autodiagnosi quale l'ENNEAGRAMMA.

Ovviamente questo test può essere somministrato a chi desidera comprendersi meglio e a valorizzare così questa consapevolezza per migliorare la propria efficacia comunicativa.

La persona evoluta nella conoscenza della PNL, dopo aver utilmente imparato quanto esposto nel seminario sulla PNL (in questa cartella) può facilmente classificare le persone secondo i loro canali sensoriali dominanti e così comunicare in modo assolutamente efficace utilizzando i predicati verbali coerenti.

 

 

 

 

L'ECONOMIA PASSA DALLA CONOSCENZA: dal reddito di cittadinanza al reddito da lavoro.

Come tutti i titoli giornalistici anche questo ha l'obiettivo di suscitare un certo interesse sull'attualità della politica economica del governo giallo-verde. Lunedì 11 febbraio nella Sala consigliare del Comune di Chioggia c'è un avvenimento che certamente susciterà l'interesse dei molti che in questi giorni manifestano perplessità e dubbi sulla compatibilità economica del reddito di cittadinanza. 

Saranno presentati i risultati di inchieste giornalistiche che stanno suscitando molto interesse tra gli addetti ai lavori e che finalmente aprono uno squarcio di comprensione sul "globalismo economico" che sta diventando un tormentone a livello mediatico.

Come si può leggere nell'invito la presenza di uno degli autori, la giovane e brillante scrittrice e giornalista Tiziana Alterio, provocherà certamente uno scossone nel già terremotato scenario dell'economia internazionale e alle sue documentate analisi farà da contrappunto un rappresentante del network di ricercatori  di World-Lab con la presentazione sintetica dei due volumi finora pubblicati: "La dignità delle Nazioni" e "Manifesto del Civismo", il prof. Gianfranco Trabuio, statistico e pubblicista.

L'incontro che si terrà nella Sala consiliare del Comune di Chioggia a partire dalle ore 17 vedrà la partecipazione della consigliera regionale dei 5 STELLE, Erika Baldin e di consiglieri comunali che numerosi hanno dato la loro adesione.

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PNL È LIBERTÀ?

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA NELLA COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE

È proprio di questi giorni la polemica sul modo di scrivere le ricette da parte dei medici. C’è stato un caso di cronaca dove il farmacista ha fornito un farmaco sbagliato a un paziente per aver interpretato in modo scorretto la scrittura del medico, e questo fatto ha provocato qualche guaio di salute alla persona che lo ha assunto.

Ora, di fronte a un evento riportato dai giornali quanti altri ce ne sono di sconosciuti? Sembra che verrà presa la decisione di far compilare in stampatello le ricette ai medici che scrivono, a volte obiettivamente in modo difficilmente interpretabile, le loro prescrizioni sulle ricette.

Partendo anche da questo fatto e considerando la richiesta da parte dei pazienti di avere una più precisa comunicazione da parte dei medici, la Associazione Medici Cattolici Italiani della provincia di Belluno, Sezione Monsignor Vincenzo Savio, ha in animo di organizzare tre seminari su questo argomento di grande attualità: come comunicare in modo efficace con i pazienti. I seminari si terranno presso la sede dell’Ordine dei Medici in Viale Europa 34, nei giorni di sabato 19 gennaio, 9 febbraio, 16 febbraio, dalle 9 alle 12. Ingresso libero e per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La locandina pubblicata esplicita in modo chiaro su quali temi saranno sviluppati i tre seminari, aperti non solo ai medici ma a tutte le professioni che hanno il compito di prendersi cura delle persone: infermieri, psicologi, terapeuti delle varie discipline e tecnici delle diverse specialità.

Il relatore invitato a illustrare l’uso della Programmazione Neurolinguistica per una comunicazione efficace è il dottor Gianfranco Trabuio esperto della disciplina e che ha tenuto seminari analoghi presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova alla laurea specialistica in Comunicazione e Marketing, e in aziende e Associazioni culturali del Veneto.

locandina definitivaPNL MEDICO PAZIENTE DI GIANFRANCO TRABUIO 2019 1

Lunedì, 17 Settembre 2018 11:30

800 anni di presenza francescana in Terra Santa

Scritto da

COMMISSARIATO DI TERRA SANTA DEL NORD ITALIA – CONVENTO SANT’ANTONIO DI MARGHERA

29° CONVEGNO DEGLI AMICI DI TERRA SANTA
16 SETTEMBRE 2018

“FRANCESCANI IN TERRA SANTA, UNA STORIA LUNGA 800 ANNI”

LA MISSIONE FRANCESCANA D’OLTREMARE FINO ALLA BOLLA “GRATIAS AGIMUS” (Ringraziamo)
(A cura del prof. Gianfranco Trabuio, pubblicista)

LOGO CUSTODIALE

Logo della Custodia Francescana di Terra Santa

Inizio questa mia relazione con un invito rivolto a tutti di creare nel proprio cervello un’immagine storica delle vicende che stiamo narrando e per farlo è necessario fornire una mappa storica degli eventi che nel breve lasso di tempo assegnatomi provo a descrivere.

Intanto ringrazio fra Francesco Ielpo, Commissario della Custodia Francescana di Terra Santa per il Nord-Italia, per la fiducia accordatami nel darmi un incarico così importante per questo nostro 29° Congresso. Incarico, peraltro, molto impegnativo perché illustrare storicamente il periodo che vede la presenza francescana nei Luoghi Santi dai primi anni del 1200 fino alla Bolla Gratias Agimus di Papa Clemente VI nel 1342 non è né semplice né facile.

Troppi sono gli eventi importanti che si sono succeduti in questo secolo e mezzo, e il tempo non è sufficiente per una relazione abbastanza esaustiva per disegnare il quadro delle vicende che dovrebbero essere narrate.

Ho scelto quindi di parlarvi di un quadro iniziale, quando i primi frati arrivano in Palestina, e della scenografia finale quando la Chiesa cattolica romana istituisce formalmente la Custodia di Terra Santa incaricandone i Frati Francescani per la realizzazione concreta.

La presenza dei Francescani in Terra Santa risale agli inizi del XIII secolo.
A quel tempo il piccolo gruppo dei seguaci di S. Francesco divenne ben presto un grande Ordine Religioso (l 'Ordine dei Frati Minori), animato da fervore e da irrefrenabile dinamismo apostolico.
Lo stato e le linee del suo sviluppo vennero fissati dai Capitoli Generali, equivalenti ai "congressi" degli odierni partiti politici.
Al Capitolo Generale del 14 maggio1217, giorno della Pentecoste, tenutosi ad Assisi, i Francescani decisero di portare la testimonianza della loro vita e l'annuncio del Vangelo in ogni angolo della terra. Per rendere più capillare e più incisiva la loro azione apostolica, divisero il mondo, allora conosciuto, in zone territoriali, chiamate "Province".
Una delle Province, costituite nel suddetto Capitolo, ebbe il nome di Provincia di Terra Santa o, con termine più generico, di Provincia d'Oriente o d’Oltremare, che si estendeva a tutte le regioni, che gravitavano attorno al bacino sud-orientale del Mediterraneo, dall'Egitto fino alla Grecia e oltre.
La Provincia di Terra Santa comprendeva naturalmente la terra natale di Cristo e i luoghi, in cui si era realizzato il mistero della nostra Redenzione. Per tale motivo essa fu considerata la prima fra tutte le Province e, dopo l'apertura delle altre missioni dell'Ordine in tutto il mondo, fu insignita del titolo di PERLA DELLE MISSIONI FRANCESCANE fino ai nostri giorni.
Al Capitolo Generale del 1217, Francesco inviò frate Elia a iniziare, e quindi, a organizzare la presenza dei frati nelle terre d’oltremare, cioè in Terra Santa.

S. FRANCESCO IN TERRA SANTA

Francesco, intenzionato ad allargare la sua predicazione nelle terre dell’Islam, partì alla volta della Terra Santa per raggiungere i luoghi dove i Crociati combattevano gli infedeli. Si imbarcò il 24 giugno 1219 da Ancona con undici compagni e raggiunse la città di Damietta, in Egitto, in agosto, mentre da parte dei Crociati era in corso l’assedio alla città (che fu poi conquistata nel novembre). Era questa la quinta Crociata dal 1095, da quando cioè Urbano II per la prima volta aveva esortato alla liberazione di Gerusalemme e dei Luoghi Santi dal dominio dei seguaci di Muhammad. Indetta da Onorio III nel 1217, aveva come fine la riconquista di Gerusalemme, che il Saladino aveva rioccupato nel 1187. Il campo di battaglia si era spostato in Egitto: qui i Crociati progettavano di occupare l’importante porto di Damietta, da usare poi come merce di scambio con i regnanti della dinastia ayyubide, che dominava i territori della Palestina.
Francesco, giunto a Damietta, ottenne dal legato papale, il cardinale Pelagio Galvao, benedettino portoghese, il permesso (accordato con la specifica ufficiale che il frate agiva a suo rischio e pericolo) di avventurarsi disarmato in territorio musulmano. Il legato, infatti, malgrado la presenza dei capi cristiani (il re titolare di Gerusalemme Giovanni di Brienne, il re di Ungheria Andrea II e il duca d’Austria Leopoldo VI di Babenberg), come inviato del Papa, aveva il maggior peso decisionale.

Fumetto copertina volantino Congresso 2013 ATS

Il fumetto storico pubblicato da Francesco Lucianetti e da Gianfranco Trabuio che ha conseguito il primo premio al Concorso Nazionale del fumetto "L'Unicorno"a Rovigo nel 2015

COL SULTANO

Francesco, predicando il Vangelo e i valori della fede cristiana, sperava di convertire il sultano egiziano ayyubide Malek al-Kamel (succeduto al padre, fratello del sultano Saladino il Grande, nel 1218) e i suoi soldati, per arrivare, quanto meno, ad una resa, così da evitare ulteriori spargimenti di sangue. Tra l’agosto del 1219 e la vittoria crociata del novembre stesso, Francesco e frate Illuminato furono nel campo saraceno. Alla presenza del proprio direttore spirituale e consigliere, Fakhr ad-din Fârisî, il sultano Malek al-Kamel incontrò con grande cortesia Francesco: «Per molti giorni predicò ai saraceni la parola di Dio, ma senza molto frutto», racconta il vescovo Giacomo di Vitry di S. Giovanni d’Acri in una lettera della primavera del 1220 a Onorio III.
Non sapremo mai di cosa parlarono e molte leggende sono fiorite intorno a quest’evento storico. Pur riconoscendo la straordinaria capacità di conversione del frate, il sultano rimase musulmano e, temendo piuttosto il cambiamento di fede da parte di qualcuno dei suoi, ordinò che il “poverello di Assisi” fosse ricondotto nel campo crociato e fornito di un salvacondotto per poter visitare la Palestina. Francesco si trattenne poco a Damietta, poi, attraversò la Palestina e la Siria, e ritornò in Italia.
La visita ai Luoghi Santi (non ancora dimostrata con certezza) avvenne tra il 1219 e il 1220. Racconta ancora il vescovo di S. Giovanni d’Acri: «Vedemmo giungere frate Francesco, fondatore dell’Ordine dei Frati Minori. Era un uomo semplice e senza lettere, ma amabilissimo e caro a Dio e agli uomini. Arrivò quando l’esercito dei Crociati era accampato sotto Damietta; fu subito rispettato da tutti». Il comportamento di Francesco indicò la strada per quello dei futuri missionari francescani: un’evangelizzazione in umiltà, l’amore e la venerazione dei Luoghi Santi come testimonianze dei momenti salienti della vita del Salvatore.

Avuto il salvacondotto dal sultano d'Egitto, Francesco si diresse verso la Palestina in visita ai santuari della Terra Santa. Se ne tornò poi in Italia, passando per la laguna di Venezia dove ancora oggi c’è il santuario di San Francesco del Deserto nell’isola omonima, e morì nel 1226 ad Assisi.

LA BOLLA DI GREGORIO IX: “SI ORDINIS FRATRUM MINORUM”

Premesso, allora, che i figli di San Francesco canonizzato il 16 luglio 1228 da Papa Gregorio IX, erano missionari nella Provincia d’Oltremare, era necessario dare alcune direttive di natura pastorale affinché fossero osservate all’interno delle gerarchie della Chiesa cattolica, ed ecco che Papa Gregorio IX, suo grande estimatore e protettore, pubblica un documento che costituisce per i Frati Minori la base legale e giuridica del loro insediamento a Gerusalemme e in Terra Santa. Ecco nella versione tradotta dal latino il contenuto di questo prezioso documento:

«Gregorio vescovo, servitore dei servitori di Dio, ai venerabili fratelli patriarchi di Antiochia e di Gerusalemme, legati della Sede Apostolica, a tutti gli arcivescovi e vescovi, ai Nostri amati figli abati, priori, superiori, diaconi, arcidiaconi e agli altri prelati della chiesa a cui le Nostre lettere giungeranno, salute e benedizione apostolica.

«Se voi considererete attentamente la regola dell'Ordine dei Frati Minori, potrete conoscere perfettamente che essi non desiderano i beni temporali, dato che, fin dall'inizio, hanno fondato la loro vita sulla povertà e di questa hanno fatto professione in special modo. Così come vi sembrerà più opportuno, accorderete loro il vostro aiuto tanto più facilmente in quanto non si presuppone in essi la ricerca e il conseguimento di un vantaggio temporale.

« Per questo, vi avvertiamo tutti e vi esortiamo vivamente ad attenervi a questo comando per lo stretto precetto delle lettere apostoliche: se qualche fedele o essi stessi volessero costruire degli oratori nelle vostre parrocchie, siccome cercano la salvezza delle anime e si consumano per esse, favorite benevolmente il loro progetto e permettete volontieri ai fratelli per questo istruiti e che hanno l'autorizzazione del loro padre provinciale di predicare nelle vostre parrocchie la parola di Dio.

« Non vogliamo, tuttavia, che essi ricevano le decime,le primizie, le offerte, né, che diano sepoltura ecclesiastica se non si tratta di Fratelli appartenenti all'Ordine. Inoltre, quando ne sarete richiesti, vogliate benedire i cimiteri concessi per il loro bisogno dalla Sede Apostolica, senza forzare gli stessi fratelli a incorrere in qualche sentenza di interdizione o di scomunica promulgata senza un mandato speciale della Sede Apostolica. Speriamo che possiate adempire il Nostro comando e il nostro precetto in maniera da mostrarvi degli zelatori della religione, in modo che possiate meritarvi il Nostro favore e la nostra benevolenza e in modo che non siamo costretti a provvedere personalmente a questi bisogni.

« Data a Perugia, alle calende di febbraio, nel terzo anno del Nostro Pontificato (1° febbraio 1230) »,

Questo atto pontificale che presuppone l'insediamento dei Francescani in Terra Santa vuole loro assicurare il favore del clero locale. È il modesto inizio di una serie di atti che condurranno alla costituzione definitiva dei custodi ufficiali dei Luoghi Santi, il 21 novembre 1342. Tra questo primo documento e l'ultimo, i fatti di cui la storia ha conservato il ricordo non permettono di tracciare un cammino ascendente che, sia attraverso gli insuccessi, che i successi, conduce dall'uno all'altro. Resta però certo che le istituzioni francescane della Palestina ricevono da questo primo documento un nuovo impulso.

LA PROVINCIA DI TERRA SANTA

La Provincia di Terra Santa continuò, anche dopo la morte di S. Francesco, ad essere trattata con speciale riguardo dalle autorità dell'Ordine.
Il Capitolo Generale di Pisa, tenutosi nel 1263 sotto il generalato di S. Bonaventura, considerato che la grande estensione della Provincia di Terra Santa ostacolava l'organizzazione di un lavoro apostolico adeguato alle particolari circostanze del luogo, decise di restringerne la competenza territoriale a Cipro, Siria, Libano e Palestina.
In conformità alle Costituzioni dell'Ordine di allora, anche la Provincia di Terra Santa era suddivisa in più distretti o circoscrizioni, chiamate "Custodie", comprendenti i conventi di una determinata regione.
Vi erano così le Custodie di Cipro, di Siria, e quella di Palestina, detta più propriamente "Custodia di Terra Santa", formata, durante il secolo XIII, dai conventi di Acri, Antiochia, Sidone, Tripoli, Tiro, Giaffa e Gerusalemme.
Alcuni di questi conventi ebbero una vita piuttosto breve come, ad esempio, quelli di Gerusalemme e Giaffa, che durarono sì e no una decina d'anni.
La caduta di S. Giovanni d'Acri in mano musulmana il 18 maggio 1291 segnò non solo la fine dell'epopea crociata e del Regno Latino di Gerusalemme, ma determinò anche il temporaneo ritiro dei Francescani dalla Terra Santa.
Essi, dopo l'instaurazione del nuovo dominio musulmano in Palestina, si rifugiarono a Cipro, dove aveva sede il Ministro Provinciale della "Provincia di Terra Santa" o "d'Oriente", da cui dipendeva la Custodia di Terra Santa. Di lì programmarono e avviarono gradualmente il loro ritorno a Gerusalemme e nelle altre zone della Palestina.
Il Papa Giovanni XXII, nel 1328, diede facoltà al Ministro Provinciale di Terra Santa di inviare ogni anno due suoi frati nei Luoghi Santi. Il che sta a dire che i Francescani, nonostante i cristiani fossero banditi ufficialmente dalla Palestina, continuarono ad esservi presenti e ad esercitarvi una qualche forma di apostolato.
Da vari indizi storici si sa che alcuni Francescani erano presenti al servizio del Santo Sepolcro nel periodo fra il 1322 e il 1327.
Il definitivo ritorno e insediamento dei Francescani in Terra Santa, unitamente al possesso legale di determinati santuari e al diritto di uso di altri, avvenne per l'interessamento e la munificenza di Roberto d'Angiò e della consorte Sancia di Maiorca, reali di Napoli, i quali, dopo laboriose trattative con il sultano d'Egitto, condotte con la mediazione di Fra Roger Guerin d’Aquitania nel 1333 acquistarono con denaro sonante il Cenacolo e ne trapassarono la proprietà ai Francescani che, sempre con i fondi della regina Sancia, eressero accanto ad esso un convento.
I Reali di Napoli ottennero pure che i Francescani fossero officianti abituali nella basilica del Santo Sepolcro e stabilirono che godessero di tali diritti "in nome e per conto della cristianità".

Da fonti storiche si sa che la somma pagata al Sultano dai reali di Napoli equivarrebbe a 3 milioni di franchi d’oro del tempo, e per avere un’idea di quanto è stato dato ho fatto due conti: tenuto conto che un franco d’oro pesava 3,87 grammi, al costo attuale dell’oro di 34 Euri al grammo, la spesa sarebbe stata pari a 394 milioni di Euri, ovvero nelle vecchie lire, per essere più efficaci, 764 miliardi e 261 milioni. Anche a quel tempo gli islamici erano molto sensibili al denaro.

SANTO SEPOLCRO ingresso

Ingresso della Baslica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

LE BOLLE DI PAPA CLEMENTE VI

Papa Clemente VI, con le Bolle "Gratias agimus" e "Nuper carissimae" del 21 novembre 1342, sancì l'operato dei Reali di Napoli ed emanò disposizioni per il buon funzionamento della nuova entità ecclesiatico-religiosa.
Queste due Bolle sono, in pratica, l'atto costitutivo della nuova Custodia di Terra Santa.
Potevano far parte di questa entità frati provenienti da tutte le Province dell'Ordine (internazionalità della Custodia), i quali, una volta a servizio della Terra Santa, passavano sotto la giurisdizione del "Padre Guardiano del convento del Monte Sion" in Gerusalemme, dipendente a sua volta dal Ministro Provinciale di Terra Santa, con sede a Cipro.
Da allora i Frati Minori divennero i custodi dei Luoghi Santi per volontà e mandato della Santa Sede.

SVILUPPI SUCCESSIVI

Nel 1347 i Francescani si insediarono definitivamente anche a Betlemme presso la basilica della Natività di Nostro Signore.
Secondo i primi Statuti di Terra Santa, risalenti al 1377, i frati addetti al servizio dei Luoghi Santi (S. Cenacolo, S. Sepolcro e Betlemme) non dovevano essere più di venti. Era loro compito assicurare il funzionamento liturgico dei citati santuari e prestare assistenza religiosa ai pellegrini.
Da notare che in un documento del 1390 si specifica che la Provincia di Terra Santa, avente sede a Cipro, tra le Custodie, da essa dipendenti, ne contava una col nome di "Custodia di Siria", comprendente quattro conventi: Monte Sion, S. Sepolcro, Betlemme e Beirut.
Dal numero e dal nome dei conventi appare chiaro che la Custodia di Siria era l'equivalente della Custodia di Terra Santa. Se essa veniva menzionata con il nome di "Siria", era per non ingenerare confusione fra questo organismo e la Provincia di Terra Santa, avente sede a Cipro.
Negli ultimi anni del secolo XIV la Custodia dei frati, operanti in Palestina, raggiunse un'im¬portanza preponderante nell'ambito della Provincia, da cui dipendeva, fino ad assumere un ruolo praticamente autonomo. E' così che venne attribuita ad essa, anziché alla Provincia, da cui ancora dipendeva, la denominazione di "Terra Santa". Da allora in poi essa porterà questo pre¬ciso titolo: "Custodia di Terra Santa", col compito specifico, come dicono le parole stesse, di "custodire" i Luoghi santi.

IL MARTIRIO DEI FRATI E DEI FEDELI CATTOLICI

martiri francescani e islam

Una delle tante rappresentazioni iconografiche del martirio dei frati francescani (le fonti elencano circa 2000 frati martiri, dall'inizio della loro presenza a oggi, per mano degli islamici).

In questo primo periodo ufficiale della sua storia, la Custodia ebbe il “sigillo del martirio” con il sacrificio di parecchi suoi frati. Il primo sangue francescano bagnò la terra di Gerusalemme nel 1244, durante l'irruzione dei Carismini, i quali passarono a fil di spada numerosi cristiani e trucidarono crudelmente i Frati Minori.
Altri, ricordati da Alessandro IV, subirono il martirio nel 1257. Nove anni dopo, a Safet nel 1266, oltre duemila combattenti cristiani morirono dopo l'occupazione della città da parte del Sultano Bibars. Assieme a loro morirono anche gli eroici frati che non vollero rinnegare la loro fede. Nel 1268 anche Giaffa e Antiochia ebbero le loro vittime francescane. Di nuovo in Siria, nel 1269, caddero sotto la spada saracena otto frati. Si narra di come, sul corpo di uno di essi, Fra Corrado de Hallis, galleggiante sulle onde del mare, brillarono per quasi tre giorni due lumi fulgenti. A Damasco e a Tripoli, nel 1277, nuovo sangue cristiano venne versato per mano delle armate del Sultano Kelaun.
Acri, ultimo baluardo del Regno Latino, nel 1291, fu assalita dal Sultano Melek el Ascaraf. Oltre trentamila cristiani e numerosi frati caddero, in quell’occasione, per mano dei saraceni.

Conclusione (da una riflessione di fra Pacifico Sella ofm, docente di Storia della Chiesa all’Antonianum di Roma)
La vicenda crociata sperimentata da Francesco e il suo incontro con il Sultano di Egitto, comportò per il Santo un'entrata in crisi di tutte quelle certezze comuni al mondo medievale intorno ai musulmani: la loro pietà e la loro fede nel Dio unico devono aver certamente fatto breccia nel suo cuore. Capì che si sarebbero fatti uccidere piuttosto di abiurare al loro credo. E allora bisognava battere una nuova strada nei loro confronti: se prima li si combatteva con l'intento di estirpare la loro presenza ereticale e porre soluzione ai danni che ne derivavano, ora bisognava nei loro confronti adottare un'altra forma di «lotta», quella della testimonianza cristiana fatta di silenzio e minorità. Questo criterio sarà fissato definitivamente da Francesco nel cap. XVI della Regola non bollata, che poi troverà la sua soluzione canonica nei cap. III e XII della Regola bollata.
Ciò determinò l'inizio di una nuova forma di evangelizzazione missionaria che trovò la sua immediata realizzazione da parte di quei frati che andavano tra gli infedeli, presso cioè i musulmani del nord Africa e quelli dei luoghi santi, e i pagani, in prevalenza mongoli, dell'estremo Oriente asiatico, come mostra l'esempio mirabile di Giovanni da Montecorvino.
Il contributo dato da Francesco con la sua partecipazione mite alla V crociata e la sua inerme testimonianza cristiana davanti al sultano sono alla base di un nuovo stile missionario. A noi il prenderne consapevolezza per aderirvi sempre più, ben sapendo che, come Francesco insegna, l'evangelizzazione inizia solo là dove ci sia un'autentica testimonianza di vita «crocifissa» (= sottomessa) per poter parlare di colui che per noi si sottomise all'obbrobrio della croce.

Venerdì, 24 Agosto 2018 17:08

DA FORCELLA DEONA

Scritto da

COR AMANDO

L’ignoto non è visibile
forse neanche udibile
le nostre parole nate dal cuore
inondano l’etere
e fluiscono verso antenne lontane
chissà come arrivano a destinazione
quali distorsioni
quanti campi avversi
l’angoscia ti prende
non sai come catturare
momenti di estasi
rari e sfuggenti
tra queste montagne
tutto è aspro e difficile.

 

Forcella Déona, 18 agosto 2018

 

                                                                                                                                  SASSOLUNGO DI CIBIANA

Martedì, 14 Agosto 2018 14:08

DAL TORRENTE

Scritto da

SUL TORRENTE RITE A CIBIANA DI CADORE
11 AGOSTO 2018

 

 rocce sul torrente

 

L’immagine di quella roccia salda e imponente

investita dalla violenza impetuosa del torrente

manda un’effervescenza di spruzzi e rigurgiti d’acqua

ma quella roccia mai si sposterà

solo quando una tempesta d’acqua

smuoverà una roccia più grande

forse riuscirà a spostarla.


Mi vedo in quel masso tenace

che la violenza degli eventi della mia vita

non ha spostato

sono ancora fermo

come una prova di resistenza con la vita

ho bisogno di una tempesta

per far fluire quella roccia

che ancora resiste.

         

                     Non sarà che il vento della Storia sta cambiando?

      

Proemio.

Dopo dieci anni di crisi economica terribile che ha provocato qualche milione di disoccupati e un depauperamento dei redditi di milioni di famiglie, e dopo i ripetuti allarmi pubblicati in libri e convegni di ricercatori indipendenti dalle lobbies accademiche e finanziarie, si è arrivati alla consapevolezza che bisogna intraprendere un cambiamento di paradigma in economia se si vuole veramente migliorare la condizione delle persone e rispettare l’ambiente.

Dal liberismo selvaggio al capitalismo delle élite della finanza apolide, dal collettivismo forzato di marxiana memoria al cripto comunismo all’italiana, dal socialismo dal volto umano all’assistenzialismo dalla culla alla bara; finalmente c’è la possibilità, dimostrata scientificamente, di passare all’Economia della Famiglia e in questo articolo scritto dagli specialisti del World-Lab Network lo rendo noto a tutti, specialisti della materia e semplici uomini della strada.

I risultati di questi studi sono stati pubblicati su Amazon nel 2015 e nel 2016: “LA DIGNITÀ DELLE NAZIONI” e “IL MANIFESTO DEL CIVISMO”, mentre a maggio 2017 è stato realizzato un Convegno a Venezia dal titolo: “UN MODELLO DI SVILUPPO CRISTIANO PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE” con i contributi di esperti del mondo accademico italiano e europeo.

Oggi, dopo aver assistito in casa cattolica ai tentativi di superare i vecchi schemi dell’Economia Politica e della Macroeconomia, gli economisti di Dio consulenti dei Dicasteri vaticani vista la inconcludente prassi realizzata, stanno orientando i loro sforzi scientifici e operativi sul modello denominato "TRASFORMAZIONISMO", recentemente divulgato, al quale gli esperti di World-Lab potrebbero fornire supporto scientifico e programmatico per poter realizzare quello che gli stessi esperti hanno denominato: l’Economia della Famiglia.

  Premessa

 Il sistema economico e sociale occidentale, in espansione su scala planetaria, sta andando, con velocità crescente, in una direzione palesemente avversa all'Uomo e al Creato: “questa economia uccide”, sintetizza magistralmente Papa Francesco.

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PAPA FRANCESCO

Cosicché il tragico esito che ci attende, se nulla cambia, appare ogni giorno più imminente.  pone dunque, con sempre maggior urgenza, la necessità di un deciso cambio di direzione.

Ammettendo ottimisticamente che una tale salvifica svolta sia ancora possibile, per cercare di capire come questa possa aver luogo, possono essere utili un paio di constatazioni relativamente banali.

La prima è che una parte non trascurabile dell'umanità rappresentata dal mondo islamico, appare tutt'oggi, pur con le sue sfumature, sostanzialmente immune dalla corsa verso il baratro sopra evocata.

La seconda è che in Occidente, quando questo era ancora sinonimo di Mondo cristianizzato, cioè solo qualche generazione fa, la vita non era molto dissimile, nei suoi aspetti più propriamente economici e sociali, da quella dei Paesi islamici.

In particolare, ciò che accomunava con più evidenza le due realtà era il grande ruolo rivestito, in entrambi casi, dalla famiglia.

Questo, a riprova che una società, quando è ispirata da un Magistero religioso al suo servizio, può dotarsi di un sistema socio economico in grado di farla uscire, anche in un mondo preindustriale, dalla povertà materiale e, non ultimo, spirituale.

Mentre, al contrario, quando le società sono ispirate, ma meglio sarebbe dire “plagiate”, da Magisteri parassitari che mirano esclusivamente al potere delle élite che li presiedono, esse sono condannate, in ogni tempo, o al sottosviluppo cronico o ad una crescita materiale apparentemente senza fine ma, in realtà una corsa insensata verso un “miraggio” davanti il quale c'è il baratro.

Tornando alle società islamiche odierne e a quelle occidentali del passato, viene spontaneo chiedersi come mai il sistema socioeconomico delle prime è rimasto sostanzialmente immutato nei secoli mentre quello delle seconde è stato letteralmente stravolto nella sua struttura, con l'emergere di un Mercato debordante su tutti i possibili ambiti il quale ha sostanzialmente annullato il ruolo della famiglia e di altri soggetti fondati sulla solidarietà reciproca sostituiti, nel Mercato dove tutto è ridotto a merce, da rapporti fra terzi mediati dal denaro.

E queste si trovano ora, dopo che il “miraggio” si è rivelato tale, lanciate, volenti o nolenti, in una corsa cieca verso il baratro (dove rischia seriamente di finire tutta l'Umanità e l'intero Ecosistema che pullula di vita innocente).

Dato che mai come oggi la società occidentale è stata così lontana da un modello socio-economico che possa dirsi conforme al messaggio evangelico e quindi al Magistero cristiano, appare evidente che in Occidente si è infiltrato, come un lupo in veste di agnello, un Magistero diverso da quello cristiano, chiamiamolo il Materialismo ateo, il quale, servendosi del “miraggio” della crescita infinita, ha indotto in errore la gente conducendola sulla via della perdizione.

E come mai questo non è successo nel mondo islamico?

Per due ragioni entrambe note.

La prima è che l'Islam si è dotato, fin dalla sua nascita, di precetti religiosi, poi imposti alla società, con funzione, da un lato, di baluardo invalicabile per il Mercato (basti pensare che la metà femminile della popolazione attiva è impiegata nell'auto-produzione domestica la quale copre l'intero arco del consumo famigliare corrente) e, dall'altro, di possenti anticorpi (rappresentati, questi ultimi, da altrettanti ben noti precetti regolatori della finanza islamica) nei confronti dell'aggressione virale del denaro (sterco del diavolo), linfa vitale del Mercato la quale, quando prende il sopravvento, risulta letale per una società che viene rapidamente ridotta ad una massa acefala e senz'anima dominata dalle élite della finanza apolide che presiedono al Magistero di Mammona.

La seconda ragione, altrettanto nota, è che il Magistero cristiano essendo incentrato sulla persona umana, con la sua dignità, non può prescindere dal libero arbitrio e dal lasciare alle singole famiglie e alla collettività la piena libertà nella gestione degli aspetti più specificatamente materiali della vita.

Non a caso, il Magistero cristiano si è dotato di una sua dottrina sociale ma non di una dottrina economica destinata ad essere da esso imposta il che, tradotto nel linguaggio corrente, significa che esso rifugge la dittatura (teocratica, nella fattispecie) e privilegia lo Stato laico e la democrazia esercitata in un contesto di questo tipo.      

A questo punto una domanda cruciale sorge, come si suol dire, spontanea: l'Occidente, ampiamente scristianizzato in superficie ma non certo (seppur a sua insaputa) nelle sue radici, deve forse scegliere fra una dittatura, laica ma dotata di dispositivi di de-potenziamento della finanza e di “riposizionamento” del Mercato sui contesti economici, e non sono pochi, che più gli sono congeniali (in molti dei quali è, di fatto, insostituibile)? O vi è una via salvifica di uscita, democratica e, magari, di matrice cristiana che, quindi, comporta anche l'eliminazione della povertà e l'avvento di una società meno diseguale e più giusta?

Ebbene...sì!

E non è certo la via della rivoluzione, strumento violento della variante collettivista del Materialismo ateo condannata dalla Storia, né quella del riformismo, di provata inefficacia, privilegiata dalla variante individualista del Magistero appena menzionato per buttar fumo negli occhi della gente, bensì la via trasformazionale (*)

La via trasformazionale

 Trattasi di una via che può senz'altro dirsi radicale in quanto prevede nientemeno che un rifacimento della macchina economica (una sua vera e propria trasformazione) implicante la sostituzione di importanti “pezzi” obsoleti nella loro funzione con altri di concezione inedita creati ad hoc.

Questa via, preconizzata da Zamagni, non ha per ora un grande seguito anche se può vantare un testimonial di eccezionale importanza, è proprio il caso di dirlo, nella figura di Papa Francesco.

Fra i “pezzi” obsoleti figura innanzitutto il welfare state il quale va sostituto con il Welfare society passando in tal modo da un welfare distributivo, sostanzialmente assistenziale, ad uno generativo che punta, con spirito di impresa, alla creazione di nuovo valore.

Anche se può sembrare inappropriato cominciare con questa sostituzione che pare più un fine che un mezzo per cambiare il funzionamento della macchina, facciamo qui questa scelta per il duplice motivo che detta sostituzione, come vedremo, non dipende necessariamente dalla politica e per il fatto che quest'ultima, come asserito giustamente da Zamagni, è piena di “politicanti” che guardano al breve termine e non da “statisti” caratterizzati da una visione più ampia sotto molteplici aspetti.

cardinale turkson

il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero Pontificio per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

L'avvio di un welfare generativo, stando ai risultati di una ricerca condotta dal network World-Lab (**) può aver luogo per intervento di soggetti della società civile (Enti non-profit e imprese for-profit) con la diffusione di un inedito soggetto standard economicamente viabile (non richiede l'impiego di fondi pubblici a fondo perduto ma investimenti privati, anche di tipo crowdfunding, oltretutto sicuri e redditizi) denominato Distretto di Sviluppo Locale (o, più famigliarmente, Convivio, per evidenziare la sua natura di grande famiglia essendo esso esattamente calcato, nonostante la molteplicità di famiglie coinvolte, sullo schema dell'auto-produzione domestica).

Tale soggetto consiste in una cooperativa di utenza a produzione multi-settoriale (beni e servizi di consumo famigliare corrente destinati unicamente ai soci, lavoratori e/o utenti) composta da una serie di “botteghe artigiane” di nuova generazione operanti in solido dove, attraverso un accompagnamento all'operatività, ha luogo la trasmissione intergenerazionale del saper fare.

Dato che, come argomentato da World-Lab, ad ogni Convivio realizzato corrisponde una creazione netta di ricchezza e occupazione (analogamente a quanto avviene con l'avvio di una nuova attività auto-produttiva nell'ambito di una singola famiglia), una loro simultanea diffusione sul territorio nelle aree, e non sono poche, dove l'inattività involontaria abbonda (e il Sud dell'Italia è notoriamente una di queste) è suscettibile di creare consenso presso le istanze, verosimilmente di area cristiana ma, ovviamente, non solo, che comunque condividono l'approccio trasformazionale dell'economia e della società (la “stella polare” degli anni a venire).

Detto approccio prevede un ruolo attivo delle famiglie che, aggregate in Convivi, da semplici consumatrici passive diventano auto-produttrici dei beni e servizi essenziali alla vita e che, aggregate in un movimento politico (è di questi giorni la nascita su scala nazionale di un movimento di questo tipo, il Popolo della famiglia), possono contribuire in modo diretto alla trasformazione del sistema economico e sociale in un senso ad esse favorevole (piena attività permanente per l'eliminazione della precarietà del reddito e sradicamento definitivo della povertà, per un ritorno a tassi di natalità compatibili con la sopravvivenza). Insomma sia l'Economia che la Politica riscoprono la famiglia finora considerata la Cenerentola da entrambe: un segno di tempi che cambiano?

Il menzionato consenso sociale suscettibile di emergere a seguito della diffusione dei Convivi è ovviamente la base indispensabile su cui poggiare le politiche di trasformazione (sostituzione di “pezzi” obsoleti) necessarie, in primis quelle, identificate da Zamagni, della formazione universitaria (ancor oggi impostata su una logica fordista) e della fiscalità.

A questo proposito può essere utile osservare che una adeguata politica fiscale può risultare essenziale per avviare le imprese verso la graduale adozione del sistema partecipativo in sostituzione del sistema salariale e in tal modo, con l'accresciuto controllo sociale del Mercato che ne consegue, indurre nelle imprese del contesto concorrenziale una maggiore responsabilità sociale (Corporate Social Responsibility) facendone, assieme ai menzionati Distretti di Sviluppo Locale fondati sulla solidarietà mutualistica i “pilastri” portanti di una auspicabile Economia solidale di mercato o Economia civile.

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(*) Vedi Stefano Zamagni: Non basta il reddito di inclusione per sconfiggere la diseguaglianza. Settimanale Vita del 12 Febbraio 2018.

(**) Vedi World-Lab: La Dignità delle Nazioni, Giugno 2015. Tali risultati hanno fatto oggetto di un convegno, tenutosi a Venezia nel Maggio 2017 sotto gli auspici del Dicastero pontificio per il servizio dello sviluppo umano integrale.

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